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Pinerolo Indialogo

Novembre 2012


Dialogo tra generazioni

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Il Liceo Porporato festeggia 150 anni di storia

Oggi è un istituto con 1500 studenti

Il preside emerito Elio Salvai ci racconta la storia del Liceo

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.11 - Novembre 2012

  
Gli ex presidi del Porporato Salvai e Amico 

Il 3 novembre 1862 un regio decreto istituiva a Pinerolo il triennio liceale pareggiato aggiungendolo al ginnasio quinquennale già esistente (tre classi di ginnasio inferiore – oggi la scuola media - e due di ginnasio superiore).

Il Liceo vuole festeggiare insieme con la città questo significativo compleanno attraverso una serie di iniziative di vario genere (convegni, concerti, spettacoli, mostre, conferenze).

L’attuale Liceo è ben diverso dal Regio Liceo-ginnasio delle origini; in un secolo e mezzo è mutata profondamente l’identità culturale ed istituzionale. Per tale ragione festeggiare i 150 anni del "Porporato" non può voler dire guardare solo al passato con orgoglio, ma ripensare alla funzione svolta oggi ed al contributo che si può dare guardando al futuro in un tempo ed in un territorio segnati da molte trasformazioni e da nuove esigenze.

In questa operazione è comunque importante conoscere la nostra storia, capire da dove veniamo, in che modo ci siamo modificati nel tempo, come contributo per riuscire a rispondere alla domanda di dove andiamo.

Il nome del Liceo "Porporato": non è un titolo cardinalizio; docenti ed autorità comunali decisero nel 1869 di intitolarlo a Giovanni Francesco Porporato (1484-1544) di famiglia originaria di Volvera, studioso di diritto, docente universitario, chiamato a varie cariche di governo dal Duca di Savoia, che attribuì titolo nobiliare alla sua famiglia, morto a Ivrea ed ora sepolto con i suoi famigliari nella Chiesa del Colletto.

150 anni fa le otto classi di Liceo-ginnasio avevano complessivamente un centinaio di studenti – tutti maschi; le lezioni si svolgevano in Palazzo Vittone, che rimase la sede della scuola fino al 2004.

Una cinquantina di anni dopo nel 1914 il liceo passa da pareggiato (autorizzato e controllato dal ministero dell’istruzione, ma con oneri per locali, funzionamento e stipendi del personale docente e non a carico del comune di Pinerolo) a statale (ma il comune deve continuare a fornire i locali). I registri segnalano la presenza di 120 studenti di cui 15 donne. Gli allievi provengono da famiglie appartenenti alle classi sociali più agiate ed al ceto medio.

Nel secondo dopoguerra si assiste ad una lenta crescita del numero degli studenti: fino alla fine degli anni ’60 funziona un corso solo (due classi al ginnasio, forte selezione con numerosi passaggi al liceo non statale esistente sul territorio ed una sola al triennio), poi si arriva a due corsi ed anche a tre ma in modo non stabile. E’ "figlio" del classico il liceo scientifico, la cui prima classe viene aperta come annessa nel 1963; dieci anni dopo lo scientifico diventerà autonomo. Alla fine degli anni ’80 sono introdotte su richiesta del collegio dei docenti alcune modifiche di struttura (si chiamavano mini-sperimentazioni) per un adeguamento indispensabile ai nuovi contesti sociali e culturali: lo studio della lingua straniera per cinque anni – fino ad allora erano solo i primi due – e l’ampliamento dell’area scientifica attraverso il piano nazionale di informatica con relativo laboratorio.

Nel 1994 il Ministero della Pubblica Istruzione decide di unificare in una unica scuola il classico e l’Istituto Magistrale "Rayneri", istituzione di ricca tradizione, nato nel 1858 come Scuola Normale maschile per la preparazione dei maestri, diventata poi scuola mista con annesso "giardino d’infanzia" a partire dal 1910. Dal 1884 ebbe sede insieme con le elementari della città nell’edificio oggi succursale del "Porporato"; vide un grande sviluppo a partire dagli anni’60 fino ad arrivare ad oltre 500 allievi - con una proporzione maschi/femmine di 1:15 - attorno al 1985. Quattro anni dopo il collegio dei docenti vedeva accolta dal ministero la richiesta di sperimentazione di liceo linguistico per il quale c’era una forte domanda sul territorio, anche in considerazione del fatto che in Italia allora non esistevano licei linguistici statali.

Dopo l’unificazione la scuola vede un ulteriore sviluppo e trasformazione: è il momento delle maxi-sperimentazioni "Brocca" (dal nome del sottosegretario all’istruzione che guidò la commissione che preparò programmi ed orari relativi). Nella sperimentazione confluisce l’esistente linguistico ed il nuovo indirizzo sociopsicopedagogico (1995).

Questo indirizzo vuole ovviare ai limiti del vecchio corso magistrale (che durava solo quattro anni, abbandonava la lingua straniera dopo due anni, dava spazio limitato a psicologia e sociologia, consentiva l’iscrizione diretta all’università solo a Magistero ed alle altre facoltà dopo un anno integrativo di dubbia efficacia formativa). Non per nulla il Magistrale finì definitivamente in tutta Italia nel 2001.

Nel 1998 inizia al "Porporato" la sperimentazione di liceo delle scienze sociali che nel suo curricolo intende dare uno spazio centrale a quelle materie come diritto, economia, sociologia, psicologia che forniscono mezzi di analisi ed interpretazione della nostra società e delle sue trasformazioni; non c’è il latino e ciò viene erroneamente inteso come scuola poco impegnativa.

L’ultimo cambiamento è l’introduzione per tutti gli indirizzi della cosidetta "riforma Gelmini" giunta oggi al terzo anno di attuazione.

Negli ultimi venti anni il "Porporato" ha visto una crescita impetuosa del numero degli studenti: oggi sono circa 1500 che provengono da oltre 70 comuni; lavorano quest’anno 140 insegnanti e 33 non docenti.

La nuova situazione ha reso indispensabile il reperimento di una nuova sede. Dopo il passaggio delle competenze alla amministrazione provinciale è stata recuperata e restaurata l’ex caserma Fenulli dove nel 2004 si è trasferito il Liceo. La vecchia sede del Magistrale è poi diventata succursale del "Porporato", mentre la sede originaria del classico attende ancora il recupero per la prevista destinazione a sede dei musei cittadini (ma quando?).

                                                                                         Elio Salvai