Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo Dicembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

I Sacs


di Demis Pascal

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.12 - Dicembre 2012

 

  L’incontro con i SACS è avvenuto tempo fa, abbiamo infatti diviso il palco durante una manifestazione, ma in quest’occasione mi sono limitato ad ascoltarli cercando di farmi raccontare qualcosa. Ormai conosco da anni Cristina la frontwoman e tra una birra e la fine del soundcheck le parole iniziano a scorrere.

Vengo così a sapere che I SACS nascono un po’ per caso e iniziano a suonare per le strade di Torino.

L’idea era quella di riunirsi per fare un po’ di jam insieme. La voglia di suonare però cresce e dopo numerose peripezie la formazione si è stabilizzata con: Cristina Bunino (voce e armonica), Edoardo Botto (chitarra), Enrico Ferrero (basso), Pantaleo Galletta (piano e synth) e Oliver D’Adda (batteria).

Il nome SACS deriva da una lunga dissertazione su come fare per trovare un appellativo adatto alle loro personalità e al tipo di musica che cercavano di fare.

Dopo una lunga serie di nomi più o meno simpatici, siamo arrivati a optare per qualcosa che riguardasse uno strumento. Pare abbiano pensato subito al Sassofono, in quanto nessuno di loro sapeva suonarlo, nonostante avesse una forte attrattiva su tutti i membri del gruppo.

Le uscite musicali della band sono decisamente poliedriche, quindi chiedo a Cristina se si sentono appartenenti ad un genere oppure no...

Risponde così: "...Non abbiamo un genere definito. Ogni membro porta le sue idee e le sue preferenze da generi diversi.

Inizialmente suonavamo soprattutto cover blues/jazz, poi con l’arrivo della sottoscritta abbiamo deviato verso il rock anni 70, mantenendo il repertorio precedente.

Nel corso degli anni abbiamo scritto pezzi nostri che hanno influenze blues rock e funky.

A prescindere dal genere tutta la musica che suoniamo e che amiamo fonda le sue radici nella musica nera del ‘900."

Un altro aspetto interessante è rappresentato dal rapporto con i luoghi che hanno visto nascere e crescere la band, chiedo quindi: "...siete sul territorio da un po’ di tempo...com’è cambiata la scena pinerolese?".

La risposta, come quella che darebbe il sottoscritto ,è un po’ malinconica.

"...Quando abbiamo iniziato a Pinerolo c’era un bel movimento musicale composto da gruppi di generi diversi.

Grazie all’interessamento di associazioni e circoli culturali sono stati promossi parecchi eventi sia a Pinerolo che nel circondario che ci hanno permesso di farci conoscere e di confrontarci con altri musicisti.

Col tempo le cose sono cambiate e ultimamente ci sono sempre meno posti dove è possibile fare musica e anche meno gruppi emergenti, causa il disinteresse e la difficoltà oggettiva nell’organizzare eventi live.

Un esempio triste è quello del circolo Arci Stranamore, le cui sorti a oggi sono incerte.

Dalle esperienze che abbiamo avuto nel torinese, lì le cose sembrano andare un po’ meglio ma sempre legate a piccole realtà.

Tuttavia questo non significa che non ci siano persone che cercano di costruire qualcosa di concreto ."

Lo show sta per iniziare, due parole quindi per sapere che direzione prenderanno questi ragazzi.

"...Abbiamo appena trovato un nuovo batterista. Non appena avremo trovato l’affiatamento con il musicista giusto ritorneremo a calcare un po’ di palchi. L’attività live è proprio quella che prediligiamo.

Inoltre con una persona nuova speriamo di poter trovare gli stimoli giusti per comporrre nuovi pezzi e chissà in un futuro registrare un disco".

In bocca al lupo quindi ai SACS per il loro futuro. Giù le luci, inizia il concerto!