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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2012

Dialogo tra generazioni

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 Sport 


Curling
I Pinguini Pinerolo

Intervista al Presidente Paolo Ribotta

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.12 - Dicembre 2012

 

  Questo mese approfondiremo un tema già affrontato in termini generali qualche tempo fa: il Curling.

E’ risaputo che durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, Pinerolo era la base principale per quanto riguarda questa disciplina.

Questo le ha conferito senz’altro molta popolarità e anche in virtù di questo evento nel pinerolese vi sono moltissime persone che praticano il curling.

La notorietà del curling, per certi versi effimera data la ben più ampia pratica di sport invernali come lo sci, lo snowboard e l’hockey, non è andata affatto perduta e per questo abbiamo voluto incontrare il presidente dei Pinguini Pinerolo: Paolo Ribotta.

Presidente, quanti anni fa è cominciata la vostra avventura e perché "pinguini"?
Il nome è stato deciso dai ragazzi che hanno dato vita al Club nel 2008.

Da allora noi siamo presenti qui a Pinerolo.

Detto questo non ci muoviamo da soli, la nostra è infatti una società satellite del "Pinerolo Sporting Club", a cui fanno riferimento diverse squadre di pallavolo, pattinaggio e quant’altro.

Che categorie affrontate e quali fasce d’età sono rappresentate nei "Pinguini"?
Le fasce d’età sono varie, in linea generale dall’età in cui è fisicamente possibile praticare questo sport, quindi direi come età minima otto anni.

In totale sono una trentina di atleti provenienti dal pinerolese ma anche da posti più lontani come Avigliana o Buttigliera, mentre gli allenatori sono tutti del "Pinerolo Sporting Club".

Quest’anno non partecipiamo alla Serie A, contrariamente agli scorsi anni, ma solo ai campionati giovanili.

Aggiungerei una nota interessante riguardo i campionati: forse non tutti sanno che nel curling, fino alla categoria Junior, è possibile partecipare alle competizioni con squadre miste, ovvero sia maschi che femmine.

Il vostro campo di casa è il Palaghiaccio immagino.
Sì giochiamo lì tutte le partite in casa mentre le trasferte sono anche molto distanti, come Cortina per esempio.

Come affrontate le spese di queste trasferte, le quali immagino non siano da poco?
Sia la società che la federazione danno una mano. Si cerca di coinvolgere qualche sponsor e le famiglie degli atleti contribuiscono alle spese necessarie.

Va da sé che uno sport come il curling vive di passione, non è come il calcio dove anche a livelli più bassi si percepiscono rimborsi per le spese o addirittura veri e propri stipendi.

Nel curling anche ad alti livelli è la passione che muove gli atleti e gli operatori in genere.

Avete conseguito qualche risultato interessante negli ultimi anni?
Senz’altro. Per fare un esempio solo l’anno scorso ci siamo piazzati primi, secondi, terzi e quarti al campionato ragazzi.

Tutto questo senza essere i favoriti, lo sport a volte va così.

Partecipate anche ad altri tornei al di fuori della FISG?
Certo, il curling offre molte occasioni di incontro per i ragazzi.

Ovviamente questi tornei si svolgono sia in Italia che all’estero, ma a questo proposito ci tengo a sottolineare una lodevole iniziativa.

Si tratta di un torneo che ha luogo qui a Pinerolo e al quale noi abbiamo partecipato più di una volta, in cui le squadre si vengono a creare con componenti sia normodotati che diversamente abili, è una bella occasione per vivere questo sport insieme.

Vi capita che qualche ragazzino lasci il curling a favore di qualche altro sport, a causa dell’influenza di amici o compagni di scuola?
Sì, è capitato qualche volta, ma credo sia normale.

Nonostante tutto, questo è un discorso che ci riguarda fino ad un certo punto.

Qui a Pinerolo infatti abbiamo un settore giovanile molto invidiato.

Anche le squadre più competitive si complimentano con noi perché in Italia non c’è una quantità di giovani che praticano curling al pari di quella di Pinerolo.

Grazie infinite e in bocca al lupo!