Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2012

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


La stagione teatrale del Sociale

Colazione da Tiffany

di Rebecca Donella

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.12 - Dicembre 2012

 E’ il 1957, William Parsons, scrittore ormai affermato, rincontra dopo anni l’amico Joe Bell nel suo bar. I due, guidati dai ricordi e dalla voce di William, ripercorrono la storia di Holly, la ragazza che, più di dieci anni prima, li aveva fatti innamorare entrambi.

Immediatamente ci si ritrova nel 1943, in una New York frivola e mondana, popolata da personaggi eccentrici e bizzarri che si muovono tra poveri alloggi presi in affitto, bar che compaiono e scompaiono e vetrine di vecchi negozi calati sulla scena dall’alto. Holly è un personaggio affascinante e travolgente che si inventa ogni volta un passato nuovo e diverso, circondata da incontri occasionali, sciocchi miliardari che seduce per farsi mantenere, feste e abitini alla moda. Tutti i personaggi ruotano intorno a lei e brillano della luce di questa ragazza che riesce a mostrarsi vestita elegantemente, in autoreggenti o completamente nuda, sempre con la stessa solare disinvoltura.

Ma il passato di Holly viene violentemente alla luce quando giunge in città il marito, dal quale era scappata, nel vano tentativo di riportarla a casa; da qui la situazione precipita e la nostra eroina, abbandonata a causa di uno scandalo da Josè (l’uomo che ama) e avendo perso il bambino che portava in grembo, fugge da New York e sparisce nel mistero.

William, il nostro scrittore allora esordiente, da allora non vedrà più la donna che ama e della quale ha narrato la storia che a questo punto lo riporta al presente e si conclude.

I personaggi, calati in una notevole scenografia, enfatizzano i loro tratti salienti sfiorando così il rischio di divenire caricature di se stessi e, se riescono a dipingere a colori vividi l’atmosfera frizzante e superficiale, rendono però le emozioni più intense in modo ovattato e poco reale.

Ciò che più rimane impresso è proprio Holly, che muove affetto e diffidenza, spigliata e desiderosa di mordere ogni attimo della vita con leggerezza che cela però una grande malinconia. E’ sempre Holly che, lontana da ogni moralismo, esprime un pensiero che io, come gli attori diretti da Piero Maccarinelli, condivido pienamente: "Rinucerei a Josè solo per Greta Garbo, se lei mi chiedesse di sposarla lo farei, perché no? L’amore dovrebbe essere sempre permesso, non importa di chi con chi".