Pinerolo Indialogo

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Pinerolo Indialogo

Gennaio 2012

Dialogo tra generazioni

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  Arte&Architettura


La storia urbanistica della città

Pinerolo ab ovo e Adelaide

di Michele F. Barale

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.1 - Gennaio 2012

 Da questo numero, per una serie di puntate, la rubrica si dedicherà principalmente all’Architettura e alla storia locale per raccontare le trasformazioni storiche, urbane e architettoniche della città. Il percorso si snoderà approfondendo le varie fasi fino ai giorni nostri: conoscere la storia della città per poter capire le trasformazioni di oggi.

La Storia nota di Pinerolo inizia ufficialmente attorno al 990, con un documento che affida al Vescovo di Torino la proprietà di un borgo murato: si tratta del nucleo superiore, dove risiedono l’aristocrazia e la nobiltà. Nel borgo si aprono due porte principali, una a Ovest detta Comba, e una ad Est detta Canavaceria; alcune postierle si aprono nel resto della cortina, dove a intervalli regolari sorgono torri tonde e a gola aperta. In cima al monte Pepino una torre di avvistamento antisaracena, non diversa dal primo nucleo del castello Malingri di Bagnolo; con il passare del tempo a fianco dell’originaria torre sorgeranno altre tre torri, simili a quelle delle mura, che costituiranno il castello di Pinerolo: i Bersatore, una delle famiglie più agiate, lo compreranno dall’abate di Santa Maria. Chiesa principale del Borgo superiore è San Maurizio, una piccola cappella posta al limitare delle mura, vicino alla piazza dove si tiene settimanalmente, il sabato, il mercato cittadino.

Digradando verso il Piano, si trova un ulteriore insediamento, che fa riferimento alla cappella di San Donato: non chiuso da mura, protetto solo con siepi e fossati, è composto dalle abitazioni del popolo. I due nuclei vengono chiamati Pinarolium, in riferimento al pino che cresce selvaggio su queste colline, e su quelle della valle di cui il borgo è alle porte: la valle Pinariasca, che prenderà il nome attuale con i Francesi. Ma questa è un’altra storia..

Sempre facenti parte del paese sono altri due nuclei: il borgo in Val Lemina, sorto attorno alla cappella di San Pietro, e vicino al Chisone il borgo di San Verano. Nel 1064 la "comitissa" Adelaide fonda in quest’ultimo borgo un’abbazia retta dai benedettini neri della Sagra di San Michele, dedicata a Santa Maria: l’abate è il vero signore di Pinerolo, dal quale dipendono tutte le terre circostanti, i quattro borghi e parte della Valle. Fatto curioso, dal 1074 l’Abbazia diviene di diretta dipendenza del pontefice: questo provocherà numerose ingerenze con il vescovo di Torino, esautorato dal suo potere amministrativo per non aver riconosciuto l’elezione al soglio pontificio avvenuta per pronunciamento popolare.