Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 



 

Pinerolo Indialogo

Febbraio 2012

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 


  Arte&Architettura


La storia urbanistica della città - 2

Da Adelaide a Filippo I Principe d'Acaja

di Michele F. Barale

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.2 - Febbraio 2012

 La morte di Adelaide e la frammentazione del suo vasto regno preannuncia un XII secolo ricco di sconvolgimenti amministrativi e dinastici. I possedimenti del monastero di Santa Maria sono minacciati dalla discesa del Conte d’Albon che occupa le valli di Cesana, Bardonecchia e l’Alta Val Chisone fino a Bec Dauphin. I Savoia, eredi di Adelaide, valicano le Alpi nel vano tentativo di recuperare le terre occupate.

In questo periodo di vacanza politica e amministrativa, Pinerolo si dota di organi di governo propri. Si tratta di un consiglio formato dal ceto aristocratico, detto Consiglio dei Venticinque, e un’ulteriore assemblea che riunisce tutti i capi famiglia della popolazione cittadina. A questo periodo risale anche un corpus di leggi, gli Statuti comunali, fondati sulla commistione tra consuetudini e il diritto germanico misto a quello romano.

La città passerà poi sotto il dominio del vescovo di Torino ad opera di Barbarossa, per poi tornare sotto il controllo diretto del Papa e dell’Imperatore: Tommaso I di Savoia nel 1220 giunge in una città che lo accoglie a porte aperte, speranzosa di trovare in lui quiete politica. Il prezzo da pagare sono però nuovi usi ai quali i cittadini non sono avvezzi: gli statuti comunali vengono soppiantati dai nuovi statuti sabaudi, che prevedono tra gli altri numerosi obblighi militari come le cavalcate, mal digerite dalla popolazione. L’effettivo inizio della dominazione sabauda si fa risalire al 1246, quando Pinerolo accetta a pieno titolo un governo più rigido ma che permetterà di fare del borgo la capitale di un piccolo regno.

Nel 1295 diviene conte Filippo, che pone la sua sede a Pinerolo, nelle stanze del castello nuovo iniziato da Tommaso su un poggio a valle delle mura del Borgo, dove oggi sorge il complesso della Visitazione. Filippo I sposa nel 1301 Isabella di Villehardouin, erede di un titolo principesco privo di valore patrimoniale, ma tale da rendere principi d’Acaja i conti di Savoia. L’intervento di Filippo sulla città è solo il primo dei tanti segni che connoteranno in modo indelebile Pinerolo: sotto il suo regno vengono iniziati il nuovo edificio di San Donato e l’erezione del campanile di San Maurizio. Ma soprattutto, viene aperta la Via Nuova che collega il Borgo superiore a quello inferiore, demolendo tra le altre la casa dei Templari per poterla realizzare. Candidata con successo a divenire la strada maestra di Pinerolo, su di essa affacceranno la chiesa dinastica di San Francesco, la sede delle assemblee comunali, il castello nuovo e i palazzi delle famiglie più in vista: non è un caso che venga intitolata, in tempi più recenti, ai Principi di Acaja. (Continua-2)