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Febbraio 2012

Dialogo tra generazioni

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Serate di Laurea 

 

Serate di Laurea

con Piero Andrea Martina e Cristiano Roasio

Lettere Classiche e Culture Moderne

di Maria Anna Bertolino

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.2 - Febbraio 2012

  Il rinnovato appuntamento con "Serate di Laurea", dopo la pausa natalizia, si è svolto il 27 gennaio. Hanno presentato i propri studi Pieroandrea Martina e Cristiano Roasio, entrambi laureati presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, i quali, con una ottima capacità divulgativa, hanno trasportato i presenti negli, a volte, oscuri meandri della filologia e della comparatistica letteraria.

 

Pierandrea, la cui tesi discussa la scorsa estate si intitola "Valerio Massimo, libro V, traduzioni e commenti medievali: Dionigi da Borgo San Sepolcro, Luca da Penne , Simon de Hesdin", col rigore del filologo, ha permesso di apprezzare un periodo storico-linguistico poco conosciuto: quello del moyen français trecentesco. E’ in questo secolo che si assiste a un fenomeno cruciale nello sviluppo linguistico, con l’abbandono negli scritti del latino e lo sviluppo di una prosa nelle lingue romanze, grazie in particolar modo alla riscoperta e alla traduzione di classici della latinità. Un esempio è appunto il libro V di Valerio Massimo, facente parte di un manuale di aneddoti moraleggianti, ricomprendente vizi e virtù, scelto per quel fine edificante che tanto compiaceva i reali e nobili trecenteschi. Grazie alla comparazione delle traduzioni latine di Dionigi da Borgo San Sepolcro (confessore del Petrarca e maestro del Boccaccio) e di Luca da Penne con la traduzione romanza di Simon de Hesdin, lo studioso ci ha mostrato come nell’opera di quest’ultimo vi sia un ampio approfondimento delle fonti filologiche rispetto agli altri due tanto che l’aggiunta di commenti del traduttore francese ne ha permesso una maggiore divulgazione.

Successivamente alla pausa musicale eseguita dal cantautore Carlo Guassone, che ha voluto ricordare l’importante Giornata della Memoria omaggiandoci con le note di "Auschwitz" di Guccini, la parola è passata a Cristiano, il quale, con un’interessante argomentazione della propria tesi, ha proposto alcune tematiche ricorrenti nel pensiero e nelle opere letterarie e filosofiche dell’americano Thomas Pynchon (1937, -) e del tedesco Walter Benjamin (1892 - 1940).

La tesi, intitolata "Feuer Alarm & Firestarter: la Metropoli in fiamme. Alcuni motivi di Walter Benjamin in Thomas Pynchon", mette in evidenza il carattere profetico degli scritti del filosofo tedesco e il carattere postmoderno dell’autore americano, definiti con licenza poetica dal candidato come dei piromani e incendiari, nel loro carattere decostruzionista fortemente anticipatorio di quello che sarà, tra le altre cose, il destino della letteratura e delle scienze umane.

La città, tema caro al Novecento letterario, e il flâneur, il vagabondo che con occhio critico dalle banlieues attraversa i Grands Boulevards, giungendo al cuore della metropoli, la Cité, attraverso i passages riprendono il percorso che lo studioso ha svolto, intitolando proprio così i propri capitoli (omaggio allo scritto Parigi capitale del XIX secolo di Benjamin). Il labirinto di strade cittadine ci ricorda, nel materialismo storico del filosofo, l’oggettività della Storia destinata a produrre dietro di sé solo macerie, come nella visione messianica del nazismo dell’Angelus Novus: chissà se i tanti angeli che ripercorrono la letteratura di Pynchon non siano altrettanti occhi cinici con cui l’autore americano guarda, compiacendosene, ai prodotti del nostro mondo contemporaneo.

Alto il livello dei nostri laureati pinerolesi - dimostrato anche dall’ampio dibattito che ha seguito il secondo intermezzo musicale - il più delle volte non giustamente ricompensati nel passaggio alla vita lavorativa.

L’augurio ai relatori è di mantenere la stessa caparbietà e l’invito al pubblico è di seguirci il prossimo mese, il 24 febbraio, sempre presso Alzani Editore alle ore 18.