Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 


 

Pinerolo Indialogo  Marzo 2012

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 

 Officine del suono 


Musica emergente

Gli Efram


di Demis Pascal e Mario Rivoiro

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.3 - Marzo 2012

 

Scendo le scale del locale mentre già mi arrivano alle orecchie le note di "Il silenzio è d’argento", splendida suite strumentale dal vago sapore psichedelico e dall’incalzante groove rock. Mi lascio coinvolgere dalle note e godo della splendida esecuzione. Mio malgrado il concerto termina permettendomi di sedermi ad un tavolo coi ragazzi appena scesi dal palco. Loro sono gli Efram, una giovane band emergente con base ad Airasca. Con loro ho condiviso numerosi concerti e l’amicizia e una birra fresca supportano una conversazione che prende vita da sola.

Bene ragazzi, ci siamo! Sta per vedere la luce il vostro terzo lavoro in studio, per chi vi segue una bella evoluzione. Voi come l’avete vissuta?
Bene, diciamo che il lavoro è venuto da sé. Non ci siamo mai imposti come suonare, non abbiamo mai deciso di appartenere ad un genere; quello che ne scaturisce è quello che spontaneamente suoniamo . La nostra scelta è evidente soprattutto in quest’ultimo lavoro, che a differenza dei precedenti due è stato completamente realizzato in maniera strumentale.

Ditemi qualcosa di più, com’è strutturato il disco?
"Il silenzio è d’argento" è un concept, aperto e chiuso da due tracce singole ("L’inizio, se vuoi", e "La fine, alluvione") con al centro un corpo che è stato suddiviso in cinque capitoli, ognuno dei quali descritto da un brano.

La peculiarità di questo lavoro come già detto è l’essere totalmente strumentale. Abbiamo cercato di far immedesimare l’ascoltatore all’interno della nostra musica.

"Il silenzio è d’argento" è un percorso nella propria interiorità, non è solo un viaggio nell’ascolto di ciò che vogliono dire tre ragazzi di periferia, ma è un approccio all’interiorità di ognuno di noi! Tanto che noi stessi consigliamo l’ascolto di questo cd con calma e tranquillità.

In passato avete avuto contatti con il mondo della musica indipendente a livello nazionale, ed avete avuto occasione di suonare al MEI. Come vedete la situazione della musica indipendente?

Sì, siamo andati nel 2010 e nel 2011 ed è stata una bella esperienza che consigliamo a tutti i gruppi indipendenti, si stringono molti contatti con editori e produttori, è un’occasione per trovarli tutti riuniti in un posto! Cosa dire della musica indipendente...è dura, perchè essere indipendenti significa essere da soli. Da soli a farsi pubblicità, da soli a cercare concerti, da soli a registrarsi i brani. L’indipendenza ha i suoi pregi e i suoi difetti. Hai carta bianca su tutto, ma sopra, ci devi scrivere tu! Quindi attenzione, si può essere dei musicisti grandiosi, ma se non si è capaci di promuoversi bene e di prodursi finisce che si è un ottimo gruppo, ma sconosciuto.

A livello nazionale, la musica indipendente gira sempre troppo poco, In fondo siamo in una società fondata sul capitalismo, quindi tu vali tanto quanto fai guadagnare. Un gruppo vale in base al numero di fan che ha! Finchè non cambieremo questo modo di vivere e pensare non potremo mai pretendere di valorizzare la musica.

La nostra conversazione si conclude, ai ragazzi tocca ora l’arduo compito di smontare tutta la strumentazione, e poi via verso il prossimo concerto.

Gli Efram sono una band da tenere d’occhio, l’imminente uscita del loro album ci permetterà di ascoltarli in numerose occasioni. In bocca al lupo ragazzi!