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Pinerolo Indialogo

Marzo 2012

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


"Blackbird" di David Harrower

Ray e Una sbriciolano le certezze

di Federico Gennaro

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.3 - Marzo 2012

 Nella periferia di una città, all’interno di uno dei tanti capannoni, Ray e Una si ritrovano, 15 anni dopo la fine del loro tormentato rapporto. La scena è essenziale: una scala, un lampadario industriale, alcuni mobili per ufficio e un bidone della spazzatura.

Si presenta così "Blackbird", andato in scena al Teatro Carignano di Torino dal 14 al 26 febbraio scorsi.

Le battute rispecchiano immediatamente la scenografia, sono nette, taglienti, ambigue e indefinibili come i due personaggi sul palcoscenico. Il tema trattato e portato in scena dal regista spagnolo Luìs Pasqual è di quelli scottanti, difficili da affrontare in quanto universalmente ben definiti, manichei nella loro possibilità di valutazione: l’abuso sessuale di un uomo su una ragazzina di 12 anni.

Eppure David      Harrower, drammaturgo scozzese classe 1966, non si ferma alla semplice scrittura di un testo contro la pedofilia, vuole andare oltre la superficie. La sua grandezza si può infatti apprezzare dalla profondità di analisi che offre, dalla possibilità di non fermarsi a una semplice condanna ma dal riuscire a indagare le vite dei due personaggi, mettere a nudo le fragilità di entrambi, senza mai dare risposte univoche ma rivolgendo interrogativi allo spettatore, che si ritrova così proiettato in quel girone infernale che prende vita sul palco, man mano che la vicenda si dipana. Il senso di ambiguità che permea profondamente il testo e gli attori crea un senso di spiazzamento continuo, i colpi di scena, i cambi di registro repentini di Ray e Una sbriciolano le certezze a cui lo spettatore può aggrapparsi, magnetizzando l’attenzione per un’ora e mezza di grande teatro.

Massimo Popolizio, attore di grande esperienza e trascorsi ronconiani e di sicuro appeal teatrale, porta in scena, insieme alla brava Anna Della Rosa (Una), un Ray davvero convincente perché lontano dal comune immaginario del pedofilo-orco, più sottile e indecifrabile e per questo più oscuro e attraente. La scelta stessa dell’età di Una all’epoca degli abusi, 12 anni, è in sintonia con quanto rappresentato, perché 12 anni per una ragazzina sono un’età di confine, di passaggio, e perché difficile è la definizione stessa dell’età adulta. Una afferma più volte di aver amato davvero Ray, di averlo desiderato e provocato, rendendo così ogni certezza meno nitida, e il tutto più confuso.

"Blackbird", racconta Harrower, è ispirato ad una vicenda realmente accaduta, il cosiddetto "caso Studebacker", che nel 2003 scosse profondamente gli Stati Uniti: Toby Studebacker è un ex-marine dell’esercito americano, accusato e successivamente condannato per il rapimento di SheuvanPennington, ragazzina inglese di 11 anni conosciuta via internet, dove finse di avere 17 anni e con cui organizzò una fuga terminata poi a Francoforte. Il titolo dell’opera (tradotto letteralmente, "il merlo") rimanda ad un secondo significato nello slang britannico, "una ragazza", e come confermato dallo stesso autore vuole anche essere un omaggio all’omonima canzone di Paul McCartney.

Al termine del dramma, resta nello spettatore il senso di stordimento e di piacere che si provano solo dopo aver assistito a una grande prova di teatro, ma rimane il dispiacere per un Carignano, seppur in orario preserale, semi-vuoto.