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Pinerolo Indialogo  Aprile 2012

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Dirty Artichokes


di Demis Pascal

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.4 - Aprile 2012

 

Se chiudo gli occhi l’atmosfera festaiola e la musica in sette ottavi mi riportano a serate trascorse in Temple Bar, la via dei pub di Dublino. Ma c’è qualcosa di differente, qualcosa che rende il tutto più "marcio" o per dirla musicalmente più Punk. E allora mi convinco ad aprire gli occhi e trovo davanti a me una delle più giovani e promettenti band folk-rock del torinese, i Dirty Artichokes. La rituale pinta di Guinness da il via alla conversazione con Budo, esplosivo frontman della band.

Allora, dimmi qualcosa sulla vostra storia…
La band nasce nell’estate del 2009 nella cantina dei cugini Bunino e giocando e strimpellando alla peggio che si poteva è successo che è nata una gran cosa: ben presto si unirono alla band altri componenti. La corposa line-up attuale comprende: Gabriele alla voce, Michela al flauto traverso e ottavino, Davide alla chitarra acustica, Mattia alla batteria, Marco al basso, Martina al violino, Andrei alla chitarra elettrica e Torn al mandolino e banjo. Fin dagli esordi si sono fatti notare sia per la giovane età dei componenti che per l’elettrizzante energia che sono in grado di diffondere dal vivo. Spontanei ed irriverenti i Dirty Artichokes vantano una vivissima scena live e hanno avuto il piacere di dividere il palco con alcune delle più belle realtà folk e folk-rock italiane ed europee quali: RealMckenzies, Yo Yo Mundi e Cruachan.

Che dire…una storia in ascesa! Parlami del vostro curioso nome.
Abbiamo scelto il nome Artichokes perchè abbiamo visto che è una parola che si dice in quasi tutto il mondo senza troppi cambiamenti di pronuncia, compreso in Piemontese, per il Dirty è perchè volevamo dare quel tocco di marcio che fa sempre bene mischiandosi col punk.

Siete tutti piuttosto giovani, come mai vi siete avvicinati al folk irlandese?
A dir la verità il folk e il punk si equilibrano molto bene nei nostri pezzi, quindi non ci definiamo una band traditional folk, ma una banda di buontemponi che mischiano la distorsione con il flauto traverso, il tempo hardcore alla batteria con il violino e mandolino, il vomito coi trifogli. La nostra intenzione era formare una band che facesse divertire, ballare, saltare , bere in allegria e la musica Irish ci ha subito colpiti su questo frangente.

Che progetti avete per il futuro?
Ora come ora stiamo finendo di mixare il cd che dovrebbe uscire ad Aprile e si chiamerà "My empire of dirt" , poi tra qualche settimana si partirà per il mini tour Europeo che ci vedrà come spalla ai Mahones (Leggende Irish punk dal Canada) e ai Firkin (Irish punk dall’Ungheria). Siamo molto eccitati per questa esperienza incredibile e credo che il futuro dipenda dalla riuscita dei nostri concerti in questa mini tournee. Credo possa essere una gran vetrina per poter poi mettere la testa fuori dall’Italia più spesso.

Viste le premesse non possiamo che augurare tutto il meglio a questi ragazzi sperando che all’apice del successo si ricordino ancora di tornare per qualche concerto a Pinerolo. In alto le pinte, Slàinte ragazzi!