Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 



 

Pinerolo Indialogo

Aprile 2012

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 


  Teatro


"Edipo Re" al Teatro Gobetti

Marcido Marcidorjs 
e Famosa Mimosa
 

di Federico Gennaro

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.4 - Aprile 2012

 Si apre il sipario al piccolo Teatro Gobetti, storica sede dell’ Accademia Filodrammatica di Torino. In scena i Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa hanno proposto in anteprima nazionale dal 21 febbraio al 4 marzo scorsi, una rivisitazione dell’ "Edipo Re" di Sofocle, traslandolo in una lettura moderna, intima, puntando sulle straordinarie capacità corali dei propri attori e su un allestimento scenico quanto mai onirico, realizzato dalla sorprendente scenografa e costumista Daniela Dal Cin.

Proprio la forza di questo gruppo teatrale, fondato a Torino nel 1986, consiste nel riuscire a creare qualcosa di esteticamente bello e sorprendente portando in scena una tragedia notissima al pubblico, dove tutto (o quasi) è stato detto e dove il rischio di risultare ridondanti e superflui è davvero alto. Rischio evitato (per lo meno in parte), grazie al ricorso ad una scenografia sicuramente indovinata, a sviluppo verticale, che ha permesso agli elementi del coro un movimento continuo sui diversi livelli, e alla continua sperimentazione, soprattutto vocale, portata avanti dai Marcido. Ma le critiche maggiori che sono state mosse riguardavano proprio l’ impianto vocale, giudicato troppo ingessato e piuttosto monotono e da troppi anni cifra stilistica prevedibile della compagnia.

Marco Isidori, regista e curatore dell’ adattamento drammaturgico nonché interprete di Edipo, ha dichiarato di voler creare «un amalgama sonoro vorticante, che soprattutto andrà ad interessare la parte corale dell’esperimento in atto, servendo in questa maniera la nostra concezione fortemente fonematica del processo di comunicazione teatrale». E la sensazione che pervade lo spettatore è proprio quella di una ricercata tortuosità vocale che accompagna e fa da cassa di risonanza al dramma di Edipo.

L’ "Edipo Re" portato in scena dai Marcido Marcidorjs nell’ intento di discostarsi anche solo parzialmente dalla versione sofoclea del dramma e dalle sue "incrostazioni" interpretative risulta profondamente influenzato, come ammesso dallo stesso regista, dall’ "Edipo il tiranno" di Hölderlin, opera nella quale il poeta tedesco rimarcò nuovamente la grandezza dell’ Edipo uomo che fa della ricerca della conoscenza la sua grandezza e contemporaneamente la sua rovina. «Non ci siamo serviti direttamente della sua traduzione, ma la nostra "riscrittura" è stata spiritualmente influenzata dal gigantesco lavoro di sonda che il poeta tedesco ha dedicato all’ originale dettato greco» racconta Isidori. Sintesi "marcidoriana"che appare perfettamente riuscita soprattutto nel personaggio dell’ indovino Tiresia, interpretato dalla ottima Maria Luisa Abate, e forse un po’ meno nell’ Edipo di Marco Isidori, un po’ debole e quasi sovrastato dal coro in un primo tempo, e poi, col dipanarsi della tragedia, sempre più protagonista involontario dei perversi giochi del Fato.

In ogni caso, che si apprezzi o meno questa riproposizione dell’ Edipo Re, non si può non ammirare il coraggio dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa nel ricercare e proporre, da più di vent’ anni, una continua sperimentazione teatrale, esplorando le infinite possibilità di messa in scena che il teatro sa offrire a chi sa mettersi in gioco.