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Maggio 2012


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 Eventi 

Intervista a Francesco Gesualdi 

 
Crisi e "nuovi stili di vita"
di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.5 - Maggio 2012

 Pubblichiamo un’intervista che abbiamo realizzato a Franco Gesualdi, allievo di don Milani e pioniere del consumo critico e dei nuovi stili di vita, in occasione della sua venuta a Pinerolo il 3 dicembre 2010.
L’argomento è d’attualità per via della trattazione nella rassegna di Pensieri in Piazza.

 «Il nodo della questione mondiale che stiamo vivendo, dove la crisi economica è solo la punta dell’iceberg di una crisi più profonda che ha nel modello di sviluppo incentrato sul consumismo la causa prima, a cui si sommano le conseguenze come l’impoverimento delle risorse del pianeta, le diseguaglianze sociali, le tensioni globali, l’inquinamento e persino l’infelicità, secondo alcuni, per non aver centrato le ragioni profonde del vivere.. Occorre cambiare mentalità, assumendo nuovi stili di vita più sobri, più giusti, più rispettosi dell’ambiente, per lasciare alle generazioni future una terra più vivibile e ai poveri un’occasione di riscatto» così esordisce Gesualdi nel nostro incontro.

Tu affermi che "l’unico modo per coniugare equità e sostenibilità è che i ricchi si convertano alla sobrietà". Lo ritiene davvero possibile?
  Nella storia le rivoluzioni le hanno sempre fatte i poveri, non è mai successo che le cose cambiassero per iniziativa dei ricchi. Eppure tutte le grandi religioni puntano a ottenere il cambiamento tramite la conversione dei benestanti. Una sfida dovuta in parte al desiderio di dare anche agli oppressori una possibilità di salvezza, in parte al sano realismo di chi sa che una società fondata su rispetto, giustizia, solidarietà può trionfare solo se tutti lo vogliono. L’alternativa al consenso è l’imposizione basata sulla forza, che però genera tensioni, insofferenze, violenze, rivolte. Del resto non abbiamo scelta: è qui che noi abitiamo e, finché non andiamo a vivere dalla parte dei poveri, possiamo solo cercare di convincere gli opulenti della necessità di cambiare. Tuttavia il compito è arduo: possiamo sperare di farcela facendo leva su due messaggi forti. Il primo: non è vero che "di più" fa sempre rima con "meglio" o che crescita si associa sempre a sviluppo. Il secondo: l’ingiustizia non conviene a nessuno.

Sobrietà, in concreto, cosa vuol dire?
 
La sobrietà non significa ritorno alla candela. Sobrietà non va confusa con miseria, come consumismo non va confuso con benessere. Nella vita di tutti i giorni, la sobrietà passa attraverso piccole scelte fra cui meno auto e più bicicletta, meno mezzo privato e più mezzo pubblico, meno carne e più legumi, meno prodotti globalizzati e più prodotti locali, meno merendine confezionate e più panini fatti in casa, meno cibi surgelati e più prodotti di stagione, meno acqua imbottigliata e più acqua del rubinetto, meno cibi precotti e più tempo in cucina, meno prodotti confezionati e più prodotti sfusi, meno recipienti a perdere e più prodotti alla spina, meno prodotti usa e getta e più riciclaggio. In sintesi la sobrietà si può definire come il tentativo di soddisfare i nostri bisogni impiegando meno risorse possibili e producendo meno rifiuti. Un obiettivo che si raggiunge più sul piano dell’essere che dell’avere. Uno stile di vita che sa distinguere tra bisogni reali e bisogni imposti, che si organizza a livello collettivo per garantire a tutti il soddisfacimento delle necessità umane con il minor dispendio di energia, che dà alle esigenze del corpo il giusto peso senza dimenticare le esigenze spirituali, affettive, intellettuali, sociali.

La sobrietà riuscirà ad attecchire con la pubblicità che ci bombarda tutti i giorni con i suoi messaggi seducenti?
 
Resistere alla pubblicità, che nel mondo spende 400 miliardi di dollari all’anno, è difficile ma non impossibile. La parola d’ordine è vigilanza, costante presenza mentale, padronanza di sé, perché la pubblicità fa breccia quando le difese interiori sono sguarnite. Non solo perché mancano i filtri del senso critico e perché il pensiero non è capace di reagire, ma anche perché c’è fragilità d’autostima.

Cioè?
 
Generalmente chi ha molte risorse interiori se lo dice da sé che vale, non dà molto peso al giudizio degli altri. Invece chi non ha conoscenze, chi non sa esprimersi, chi non ha risorse intellettuali e spirituali usa l’accettazione degli altri come specchio della propria autostima e non avendo nient’altro da far valere che l’esteriorità, investe tutto sull’apparenza. La conclusione è che seguiamo le mode per adeguarci alla massa, per sentirci accettati. Quanto più ci sentiamo culturalmente inadeguati, tanto più cerchiamo di renderci uguali agli altri ostentando la loro stessa ricchezza, la loro stessa esteriorità, le loro stesse abitudini. È l’illusione di affogare l’inferiorità culturale nell’anonimato esteriore. Ma don Lorenzo Milani ci ha detto che solo la parola rende uguali: è la conferma che dobbiamo basare la nostra autostima non sull’apparire ma sull’essere, sulla nostra capacità di pensare, capire, esprimerci. Ecco il ruolo strategico della scuola, vero baluardo contro le mode e la penetrazione pubblicitaria. È la dimostrazione che la lotta alla pubblicità non si gioca tanto sul piano personale, quanto su quello politico. (...)

Ma come non si può placare la sete con un panino al prosciutto, allo stesso modo non si possono soddisfare le esigenze dell’anima con un’ora di acquisti. Il bisogno di affetto si può soddisfare solo con buone relazioni familiari, il bisogno di amicizia solo con una buona rete di amici, il bisogno di socialità solo con adeguati momenti di partecipazione. È possibile sganciarsi dal consumismo, ma dobbiamo partire da lontano: dai tempi di lavoro e di svago, dalle forme dell’abitare, dall’architettura delle città, in una parola dalla qualità della vita.

Qual è il contributo del Centro Nuovo Modello di Sviluppo che presiedi?
 
A differenza dei paesi anglosassoni, che hanno una lunga tradizione di attenzione ai consumatori e all’uso del consumo come strumento politico, in Italia, e più in generale nel sud Europa, questi temi sono sempre stati ignorati. Credo di non peccare di presunzione affermando che la svolta è stata impressa da noi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo tramite la promozione di campagne di pressione sulle imprese, la stesura di guide al consumo critico, l’avvio di riflessioni sui risvolti sociali e ambientali del consumo.[...] Abbiamo studiato le filiere produttive, la storia dei prodotti da quando sono materia prima a quando approdano sulla nostra tavola, i vari passaggi commerciali, il ruolo e la responsabilità delle multinazionali che noi incontriamo quotidianamente al supermercato. Ad un tratto capimmo che, comprando alla cieca, rischiamo di renderci complici di gravi misfatti, ma informandoci, e soprattutto scegliendo, possiamo diventare promotori di giustizia. Così coniammo l’espressione "consumo critico", inteso come consumo attento, informato, selettivo.

L’intervista completa su Indialogo.it, gennaio 2011


PENSIERI IN PIAZZA 2012


Direfarecosolidale

Crisi, transizione, territorio: idee e pratiche

Programma

Lunedì 2 Aprile – ore 21:00, Aula Magna CUEA - Pinerolo
Il ruolo dell’economia civile , Stefano Zamagni – Univ. Bologna e Roberto Burlando – Univ. Torino

Mercoledì 18 Aprile – ore 21:00, Aula Magna CUEA – Pinerolo
Crisi e transizione , Maurizio Landini – sindacalista e Elvira Corona - giornalista

Mercoledì 9 Maggio - ore 21:00, Aula Magna CUEA - Pinerolo
Crisi e forme di mutuo soccorso , Bruno Manghi – sociologo, Giulio Marcon – Univ. Urbino , Diego Robotti – studioso del mutualismo

Venerdì 18 Maggio - ore 10:00, Liceo "Porporato" – Pinerolo
I beni comuni - incontro con gli studenti delle scuole superiori di Pinerolo, Ugo Mattei – Univ. Torino – Univ. California

Venerdì 18 maggio - ore 17, Piazza San Donato – Pinerolo, I giovani in Europa nella transizione, Interventi di giovani spagnoli, greci, francesi e italiani.

Venerdì 18 maggio – ore 21:00, Piazza San Donato – Pinerolo
Ipermodernità e smarrimento del desiderio
Massimo Recalcati – psicoanalista

Sabato 19 maggio – ore 15:00, Piazza San Donato – Pinerolo
Economia della conoscenza e capitalismo cognitivo
Carlo Vercellone - Univ. Sorbona/Parigi

Sabato 19 maggio - ore 21:00, Piazza San Donato – Pinerolo
Decrescita e conversione ecologica, Aldo Bonomi – direttore Aaster , Guido Viale – sociologo, Roberta Carlini – saggista

Sabato 19 maggio – ore 23:00, Stranamore – Pinerolo, Serata dj di musica slow

Domenica 20 maggio -ore 17, Piazza San Donato – Pinerolo
L’agricoltura sociale, Francesco Paolo di Jacovo – Univ. Pisa e Piero Sardo- Presidente Fondazione Slowfood per la Biodiversità

Domenica 20 maggio – ore 21, Piazza San Donato – Pinerolo
Concerto finale di musica occitana/africana

*Durante i tre giorni di maggio, parallelamente alle relazioni che avranno luogo in piazza San Donato, nelle vie adiacenti si terrà l’esposizione delle iniziative locali e nei tre gazebo si terranno i laboratori ed i workshop (vedi allegati).

Nella giornata di domenica 20 maggio avrà luogo il mercato agricolo a km0 e biologico dei produttori locali.

Domenica 1 luglio – Ore 09:00
Partenza della biciclettata dal parco di Villa Prever (Pinerolo).
Si visiteranno i parchi di Miradolo, Osasco, Macello, Buriasco e Torrione (Pinerolo).

Domenica 9 settembre – ore 09:00
Camminata pensante nei comuni di Prarostino ed Angrogna.