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Pinerolo Indialogo

Giugno 2012

Dialogo tra generazioni

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  Arte&Architettura


Architettura in città - le "Smart Cities"

Il futuro plausibile 
delle città di domani

di Michele F. Barale

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.6 - Giugno 2012

 Quale sia il futuro delle città (sempre che, come obiettato, si possa ancora parlare di città) in un globo sempre più urbanizzato e antropizzato è ormai da tempo oggetto di dibattito in tutto l’ambiente legato alla progettazione, dall’urbanistica all’architettura. Si tratta di un dibattito ormai formalizzato, che ha portato a coniare il termine "smart city", vale a dire città elegante ed intelligente, che sa muoversi al passo con i tempi facendo uso delle reti virtuali, dei servizi, delle possibilità date dalle nuove tecnologie, integrandoli tra loro in modo da risultare efficienti sia verso l’abitante, sia nel rispetto dell’ambiente in cui sono inseriti.

Il dibattito poi ha avuto una sua materializzazione economica e finanziaria, con la realizzazione del piano strategico europeo omonimo che dal 2014 avrà anche il supporto economico del Programma Quadro Horizon 2020¸ di 90 miliardi di euro. Dove verranno impiegati questi ingenti fondi? Il progetto prevede di premiare, sostenendole, quelle città che sapranno riprogettare il proprio contesto urbano alla luce dei sei assi sui quali si distribuisce il finanziamento: ambiente, trasporti, edifici, governance, economia e socialità. La Città di Torino si è mossa a dicembre con la Fondazione Torino Smart City, nella quale sono coinvolti enti pubblici di varia natura, dalle amministrazioni agli enti di formazione come le Università. E prosegue, poco per volta, improntando anche la manifestazione dedicata all’Architettura, che si è svolta in città dal 28 maggio al 5 giugno, ai temi legati allo smart living.

Protagonisti di questo momento storico gli stessi studenti del Politecnico, i quali hanno avuto non solo la possibilità di veder esposti i loro migliori progetti nella Sala delle Colonne, al piano terreno del Castello del Valentino, per tutta la durata della manifestazione, ma anche l’onere e l’onore di organizzare una conferenza alla quale partecipare nella veste di moderatori. La Tavola rotonda che ne è scaturita ha visto succedersi le opinioni di importanti studi di architettura, come DE.GA e Studio ATA, ma anche la presenza di artisti, light designer, o ancora associazioni che si occupano di soluzioni "sperimentali" nella creazione di comunità improntate alla socializzazione degli abitanti per una gestione più sostenibile delle risorse e dei servizi. Un tema tuttavia poco affrontato e quasi schivato, posto come argomento di riflessione da uno studente, ha finalmente portato l’attenzione sulle realtà locali, i territori non cittadini, le valli, vale a dire tutto ciò che non è città ma dalla città dipende, ne ambisce i servizi e le opportunità pur manifestando la carenza di servizi (tema particolarmente caldo per la Val Pellice) e la volontà di autonomia. Anche così, però, l’idea di un progressivo inurbamento globale pare rimanere l’unica prospettiva ipotizzata. Dai cittadini.