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Pinerolo Indialogo  Giugno 2012

Dialogo tra generazioni

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 Serate di Laurea  


Serata all'insegna dell'arte 
con Elisa Marchetti e Francesca Noardo

Due tesi in ambito musicale e architettonico


a cura di Marianna Bertolino

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.6 - Giugno 2012

 

  L’ultimo appuntamento con Serate di Laurea ha portato una ventata di novità nell’evento: è stata presentata per la prima volta una tesi di argomento musicale dal titolo "Il clarinetto basso: storia, evoluzione tecnologica e principali composizioni e intepreti"discussa presso il Conservatorio di Novara da parte di Elisa Marchetti. La giovane musicista, nell’esporre il proprio lavoro, ha privilegiato l’aspetto dell’evoluzione del clarinetto basso, accompagnandoci in un viaggio plurisecolare tra costruttori di strumenti musicali di tutto il mondo.

   

Il clarinetto è uno strumento a fiato ad ancia semplice della famiglia dei legni, una tipologia di strumento musicale diffusa in tutto il "continente" euroasiatico sin dall’antichità, nonchè in contesti di musica popolare (basti ricordare le launeddas sarde).Tuttavia, è dal 1600 che notevoli migliorie e una vera e proprio mania per la tecnologia musicale, hanno condotto ad innovazioni, a cominciare dall’antenato del clarinetto, lo chalumeau, fino alla data di nascita del primo clarinetto, risalente al 1690.

Per quanto riguarda il clarinetto basso è occorso attendere il 1770, quando i tedeschi Mayrhofer hanno costruito il primo traendo ispirazione dal corno di bassetto, un altro strumento a fiato della stessa famiglia. Alcune modifiche e molti altri costruttori si sono alternati sino al 1838, quando Adolphe Sax ha fabbricato il primo clarinetto basso così come lo conosciamo nella sua morfologia odierna.

Il classico intermezzo musicale, che accompagna da sempre le presentazioni, è stato suonato dalla relatrice stessa, che ha proposto due brani di John Cage.

La parola è poi passata a Francesca Noardo la quale, grazie alla sua tesi dal titolo "Il progetto di conservazione: nuove tecnologie (laser scanner e GIS) per la sua formulazione – l’ex Convento dei Carmelitani del Colletto (comune di Roletto)" ha permesso alla platea di conoscere le ultime tecnologie nel campo della conservazione e della tutela dei beni culturali.

Il convento dei carmelitani fu fondato nel 1506 su una precedente cappella votiva. Con la soppressione degli ordini nel 1798 fu ridotto a cappellania e nel 1904 fu dichiarato Monumento nazionale e posto sotto vincoli dopo aver perso due maniche nel 1884 abbattute per l’evidente stato di degrado.

La sensibilità storica della studiosa, accompagnata dall’uso delle nuove tecnologie nel campo degli studi architettonici, ha permesso inizialmente tre operazioni: l’evidenziare le strade (sentieri, tracciati o tratturi) che sono scomparse nel tempo,tramite l’analisi della cartografia storica esistente,il sottolineare come il luogo fosse già nel 1300 definito come "sentinella",e dunque punto difensivo della città di Pinerolo insieme a Santa Brigida ed i monti Pepino e Oliveto, grazie al lavoro d’archivio, e la comprensione dell’evoluzione dell’insediamento tramite la mappatura delle proprietà dei terreni.In seguito la relatrice ha toccato il tema dell’analisi dello stato di degrado del monumento attraverso l’uso del laser scanner e l’acquisizione rapida dei risultati in GIS (acronimo di geographic information system), anche per un futuro intervento di restauro: come definisce la Convezione di Atene, la conservazione del patrimonio culturale passa attraverso le azioni di monitoraggio, manutenzione e fruizione oltre che attraverso la conoscenza, il restauro e la rifunzionalizzazione del bene stesso.

Al dibattito, che ha toccato il sentito problema dell’impiego lavorativo dei neolaureati, è seguito l’aperitivo, nell’augurio che l’iniziativa possa riprendere a settembre grazie all’impegno dell’associazione Onda d’Urto e alla disponibilità della casa editrice Alzani.