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Pinerolo Indialogo

Giugno 2012

Dialogo tra generazioni

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 Sport 


Calcio giovanile e non solo
La F.C. Rivese fa vent'anni
Il presidente Manfredi: "In campo non solo per il risultato"

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.6 - Giugno 2012

 

 Dopo un periodo di allontanamento dal mondo del calcio vi ritorniamo per parlare di una società che quest’anno festeggia un importante anniversario.

Abbiamo incontrato il Presidente della A.S.D. Football Club Rivese, Riccardo Manfredi.

Questo non è un anno come gli altri vero?
Certo, quest’anno la Rivese compie vent’anni, e noi intendiamo festeggiarla al meglio, tra Giugno e Luglio ci saranno tre eventi, una serata rock, una serata danzante e una sagra finale con pranzo.

Tutte gratis naturalmente.

Dopo vent’anni chi è rimasto?
Oltre a me altri tre ex giocatori che sono nel direttivo della società, ora si occupano di allenare o dirigere la squadra.

 

Passiamo a dati più tecnici in grado di far conoscere da vicino la F.C. Rivese. Che fasce di età riuscite a rappresentare con le vostre squadre e che risultati avete ottenuto quest’anno?
Oltre ai Piccoli Amici abbiamo tre categorie di Pulcini, anni 2003, 2002, 2001.

I risultati non sono stati esaltanti, ma nonostante una delle nostre formazioni non sia riuscita a vincere neanche una partita (appena due pareggi), nessuno, bambino, allenatore o genitore si è mai tirato indietro.

Il clima da noi è molto importante così come lo è il fair play di cui tanto si sente parlare, ma che poco si vede nei campi da gioco.

La serenità e la tranquillità sono fondamentali nella Rivese, più dei risultati, anche se ovviamente si scende in campo per vincere.

Oltre alla gestione dei ragazzi c’è anche la selezione però...
Ci sentiamo molto democratici in questo, ora abbiamo un bambino che è nel mirino del Torino, un ragazzo molto umile oltre che forte.

Ciononostante è giusto che giochino tutti perché il calcio prima che uno sport agonistico è un divertimento e una passione oltre che un’attività fisica che fa bene alla salute.

Anche nell’amministrazione della società le cose sono molto serene?
Una cosa di cui vado molto fiero è che nella nostra società non ci sono persone pagate per fare i dirigenti, gli allenatori o i presidenti.

Qui tutti offrono la loro esperienza e il loro impegno come volontari, perché gli piace farlo e si trovano bene assieme.

In più non chiediamo nessun contributo per vedere le partite dei ragazzi, l’ingresso è libero.

I nostri fondi preferiamo impiegarli in servizi che possano servire ai bambini, quest’anno ad esempio ho chiesto a uno psicologo di venire a fare qualche lezione ai nostri allenatori e dirigenti sul rapporto che si instaura fra loro e i bambini; qualche tempo fa invece era necessario mettere mano all’impianto luci del campo e lo abbiamo fatto.

Trovo siano una cosa unica tra le squadre del Pinerolese.

Altra ammirevole iniziativa è quella che vi vede impegnati nell’adozione a distanza in Bangladesh.
Qualche tempo fa come società abbiamo deciso di adottare un bambino a distanza. Oltre ai motivi che possono spingere chiunque a compiere un gesto del genere noi abbiamo voluto, nel nostro piccolo, far capire ai nostri bambini che ci sono dei loro coetanei in difficoltà.

Questi bambini non hanno nulla ed è giusto che i nostri ragazzi sappiano dell’esistenza di una realtà del genere nel mondo.

Ad oggi la Rivese ha adottato 25 bambini in Bangladesh.

Ho notato nel libretto celebrativo dei 20 anni della Rivese che anche voi organizzate uno stage estivo.
In realtà siamo stati i primi ad avere questa idea, lo facciamo da anni e a differenza di altri chiediamo solo un contributo per coprire le spese e nulla più.

Sono cinque giorni di calcio per i ragazzi, per divertirsi e stare assieme.

In bocca al lupo per tutto allora
Grazie e arrivederci!