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Pinerolo Indialogo

Luglio 2012


Dialogo tra generazioni


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 Riflessioni politiche "young" 


Finalmente un sindaco young

Intervista a Ilario Manfredini, 31 anni, sindaco di Fenestrelle

 

di Emanuele Sacchetto

 

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 - Luglio 2012

  Sembra proprio che l’aria buona, quella fresca, di cui riempirsi i polmoni, arrivi dalla montagna. Ed ecco che ciò in cui Pinerolo ha fallito nelle scorse amministrative (scegliere un sindaco giovane!) è stata la grande scommessa su cui ha puntato la seppur non proprio giovanissima popolazione di Fenestrelle.

Come ci si sente a fare il sindaco a 31 anni?
C’è soprattutto grande entusiasmo e voglia di fare. Il nostro progetto è partito dalla forte partecipazione della popolazione, che ha scelto di votare il rinnovamento, giovane e in loco. Tutti i sei componenti della mia lista risiedono infatti a Fenestrelle. Le idee ci sono e i fatti seguiranno presto a ruota.

E’ il caso di dire che la rivoluzione politica giovanile del territorio parte dalla montagna?
Senz’altro una comunità piccola come un paese di montagna porta un grande vantaggio per una conoscenza diretta delle persone, di cui spesso ci si fida. D’altra parte però i piccoli comuni si rivelano spesso più conservatori. Ma questa volta per Fenestrelle non è stato così. Anche gli elettori spesso più scettici verso i grandi cambiamenti, come le persone anziane, hanno scelto di dare fiducia ai giovani con i fatti e non solo a parole. Io credo che altri comuni della valle seguiranno l’esempio di Fenestrelle, e chissà, magari anche Pinerolo alle prossime amministrative.

Ora passiamo alle cose concrete: il primo obiettivo della sua giunta per Fenestrelle?
Innanzitutto far partecipare i cittadini alla vita del loro paese. E poi le Corveé, mediante le recenti riaperture di sentieri storici a cui ne seguiranno presto altri. E poi la riqualificazione e valorizzazione storica delle borgate, su modello di Usseaux. E ancora, l’istituzione della figura del "Mansia", una sorta di capo villaggio per ogni borgata, che si farà portavoce delle problematiche della sua realtà, facilitando anche la partecipazione alla vita amministrativa. Insomma i primi interventi sono di ordinaria manutenzione, per ridare decoro al paese, caratterizzandolo il più possibile.

Quali idee avete in merito alle due grandi attrazione di Fenestrelle: il centro didattico di Pracatinat e il Forte?
Per quanto riguarda Pracatinat noi vogliamo puntare a farne, in stretta collaborazione con la nuova Presidente, la Dottoressa Bertiglia, un centro di eccellenza per la ricerca scientifica. In questo modo si attrarrebbero non solo le scuole medie inferiori, ma sarebbe utilizzabile per convegni, dibattiti e manifestazioni. E poi naturalmente l’ambiente rende idonea la struttura di Pracatinat ad essere centro sportivo (e in merito abbiamo un progetto per una pista di fondo).

Per il Forte dovremo collaborare con l’Associazione Progetto S. Carlo, seppur i rapporti siano difficoltosi. E’ necessario farlo conoscere al di fuori delle valli e del Piemonte, portarci conferenze, mostre, sviluppando un percorso coerente sulla storia delle valli fortificate.

La crisi che sta colpendo un po’ tutti come viene affrontata in Valle?
Bisogna ammettere che l’alta Val Chisone è privilegiata in quanto può far affidamento su un tessuto artigianale e imprenditoriale molto sano. Ciò che senza dubbio serve è vivacizzare il turismo, creando posti di lavoro mirati, fare rete tra le strutture culturali, rivalutare sempre più il patrimonio storico-artistico. Fenestrelle è una realtà abbastanza indipendente dall’industria della bassa valle e dunque risente meno di questa crisi puntando tutto sulle eccellenze in loco.

Avrà seguito l’insuccesso delle conferenze per lo sviluppo del territorio del pinerolese promosse dal sindaco Buttiero: sa dare lei un consiglio a Pinerolo per superare la crisi?
Pinerolo per portare lavoro dovrebbe senza dubbio investire molto sul grande patrimonio storico che possiede, partendo dal restauro degli edifici storici, che potrebbero diventare luoghi di aggregazione e la gente, si sa, porta economia per una città. Bisogna capire che il restauro di un palazzo storico porta ben più lavoro della costruzione di un capannone industriale, perché attorno ci gravitano ricercatori, restauratori, oltre che muratori e quant’altro. L’impresa oggi è cultura, anche se non si vedono risultati tangibili come case edificate. Con alcuni interventi mirati sulla rivalutazione del centro storico Pinerolo io credo potrebbe aspirare a diventare "la Saluzzo" del Torinese.

Cosa ha Fenestrelle che Pinerolo non riesce ad avere? Cosa manca a Buttiero rispetto a Manfredini? E’ solo un fattore anagrafico?
  La differenza a mio avviso sta tra chi mette solo su un foglio del proprio programma elettorale le politiche per i giovani e chi invece mette direttamente loro sulla sedia del sindaco a portare le proprie idee innovative. La mente e il braccio. Le parole e i fatti.
  Certo la gente di montagna è più diretta, ardita, va subito al punto. Ma a noi della bassa piace davvero così tanto continuare a sentire solo parole?