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Pinerolo Indialogo

Luglio 2012

Dialogo tra generazioni

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  Teatro


A Torino contro la mafia

Battiato in concerto per la legalità

di Federico Gennaro

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.7 - Luglio 2012

 "Ima areknames. Malhaareknapes. Atenoiparretelevounsisoprommatemereitnorfalledetnem." (da Areknames, Pollution, 1973)

Franco Battiato, lo si apprezzi o lo si detesti, è sicuramente uno dei cantautori italiani che negli ultimi quarant’anni ha maggiormente sperimentato, spaziando dalla classica al pop, dalla world-music all’ hard-rock, dalla musica sacra a quella elettronica. E senza neanche disprezzare il lato più popolare della musica italiana, da dove peraltro mosse i primi passi nel lontano 1965. La sua discografia, tra (molti) alti e (alcuni) bassi, conta ormai 31 album, ha collaborato con decine di artisti, da Giorgio Gaber a Francesco De Gregori, da Guccini a Morgan, solo per citarne alcuni. Ma il cantante catanese non si è limitato alla musica, è autore di numerosi libri e regista di tre cortometraggi.

Alla luce di tutto ciò, il concerto fuori data del "Maestro" il 23 maggio scorso in P.zza San Carlo non poteva non suscitare grande interesse, richiamando quasi 30mila persone all’ interno di una cornice davvero d’eccezione. In quest’occasione, che ha chiuso il programma di "Biennale Democrazia. Per la legalità", si è voluto ricordare il ventennale della strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Ma non solo questo. Ospiti della serata Yvan Sagnet, voce e guida dei nuovi schiavi del Sud che hanno dato vita alla rivolta dei braccianti di Nardò nell’estate del 2011, e Giovanni Tizian, autore di "Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea". E non potevano ovviamente mancare neanche gli interventi delle autorità, in primis il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che esordendo dal palco ha parafrasato una delle più celebri frasi di Falcone, "per sconfiggere la mafia ci vuole una rivoluzione culturale", e a seguire Piero Fassino, fischiato invece a lungo dalla piazza.

Ad aprire il concerto, la multietnica "Orchestra di Porta Palazzo", progetto musicale nato nel 2004 frutto dello scambio tra generazioni di migranti e crogiolo di culture diverse incontratesi a Torino. A seguire, con le sue inconfondibili cuffie, quasi delle stigmate, il cantautore catanese ha esordito con la bellissima Up Patriots to Arms, proseguendo con alcuni dei brani più famosi, inconfondibilmente "suoi": Prospettiva Nevskij, Shock in mytown, Caffè de la paix. Emozione che quasi si è trasformata in commozione sulle note de La canzone dei vecchi amanti, per poi chiudere con Centro di gravità permanente, canzone che, retorica a parte, sembra quanto mai attuale in questi anni. Quarant’anni di musica condensata in una intensa ora e mezza di concerto con uno sguardo mai banale al di là delle banalità della vita. Battiato, over and over again, continua a stupire, a piacere e a divertire. E a far sognare. D’ altra parte, ha insegnato a una generazione che è possibile incontrare sulla prospettiva Nevskij Igor Strawinsky. Chapeau, Maestro.