Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Pinerolo Indialogo

Settembre 2012


Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Eventi 



Il ministro Riccardi al Sinodo valdese

Tra immigrazione e integrazione
Il multiculturalismo dovrà essere l'attrattiva per l'Italia

di Nadia Fenoglio

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.9 - Settembre 2012

 
  Immigrazione fa rima con integrazione. Questo il "cantiere aperto" oggetto dell’incontro "Italiani di oggi e di domani. La sfida dell’integrazione", organizzato nell’ambito della riunione annuale del Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, tenutosi il 27 agosto a Torre Pellice.

Nell’aria quel tradizionale fervore intellettuale - l’impronta protestante - che accompagna un impegno fattivo nelle dinamiche della vita pubblica. Una «spiccata sensibilità», per dirla con le parole del Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, ospite d’eccezione dell’incontro sinodale, quella «che le comunità valdo-metodiste hanno dimostrato sul tema dell’immigrazione».

A guardare in faccia la realtà si vede Anita, ragazza di 21 anni dalla pelle nera, che parla un fluente italiano con una chiara cadenza veneta. Porta la sua testimonianza alla serata sinodale, lei nata a Vicenza da immigrati del Ghana, e significativamente rende l’idea dell’essere minoranza: donna, nera, africana, protestante.

Altre testimonianze di giovani della «generazione Italia» - abbandoniamo il termine «italiani di seconda generazione» - accompagnano gli intermezzi musicali eseguiti dal Quintetto degli Architorti e dalla Corale valdese di Torre Pellice.

Iniziare da parole nuove per relazionarci agli immigrati è il primo passo verso l’integrazione: questo l’asse portante dell’intervento del segretario nazionale della Federazione giovanile evangelica italiana Claudio Paravati. Occorre una visione nuova e tavoli di confronto con la generazione Italia, da troppo tempo frustrata perché senza voce nel dibattito politico.

Una visione globale. Per quale società? «Una società irreversibilmente multiculturale, piaccia o no» afferma il politologo Paolo Naso, «che nei passati decenni il ceto dirigente ci ha illusi di poter evitare. È dal 1974 che il numero degli immigrati in Italia sopravanza quello degli emigranti, ma a differenza degli altri Paesi europei l’Italia non ha messo in campo una coerente politica d’integrazione, illudendosi di poter contenere o modificare i flussi migratori. E uno dei primi vettori di integrazione sono le Chiese - plurali, appunto - tra le quali occorre promuovere il dialogo interreligioso che, solo, può garantire contro la ghettizzazione delle minoranze» conclude Naso.

Atteso, il discorso del Ministro Riccardi - già legato alla comunità valdese da rapporti di antica data. «Il multiculturalismo dovrà essere l’attrattiva dell’Italia» afferma, ma occorre per questo superare lo spettro dell’invasione che trova negli sbarchi la sua icona. Altro che invasione, spiega Riccardi, a causa della crisi circa 500 mila immigrati hanno lasciato l’Italia «per tornare in patria oppure, e qui è il punto, verso altri Paesi europei» portando con sé le competenze lavorative acquisite nel nostro Paese. «Una perdita dovuta anche alle scarse opportunità d’integrazione che l’Italia offre, alla predicazione del sospetto e del disprezzo verso gli stranieri la cui responsabilità è dello stesso dibattito pubblico».

In una concreta politica d’integrazione, sottolinea Riccardi, fondamentale è il contributo del dialogo ecumenico tra rappresentanti religiosi e istituzioni. E in questa "Italia plurale" forte è il contributo della Chiesa valdese, «testimonianza di Vangelo e libertà di pensiero, stimolo nella promozione dei diritti dell’uomo e nella crescita democratica del nostro Paese».

«Italia plurale per religioni, popoli, culture» fa eco la pastora Maria Bonafede, che chiude la serata e, nel Sinodo di quest’anno, il suo mandato di moderatora della Tavola valdese.