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Pinerolo Indialogo

Settembre 2012


Dialogo tra generazioni


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 Eventi 


I giovani, una presenza da valorizzare

Intervista a Sara Pasquet, giovane valdese

 

di Nadia Fenoglio

 

Pinerolo Indialogo - Anno 3 - N.9 - Settembre 2012

  Sara Pasquet ha 19 anni e vive a Luserna San Giovanni. È di famiglia valdese, ma questo non conta, ci dice. Non per tradizione, ma per scelta individuale Sara è valdese e si impegna a testimoniare la propria fede partecipando alla vita della sua Comunità, così come agli appuntamenti importanti, - tra cui il Sinodo da poco concluso - che interessano l’attività dell’intera Chiesa.

C’è spazio per i giovani nella Chiesa valdese?
Penso di sì, opportunità di dialogo e partecipazione per i giovani ce ne sono. E il fatto che i giovani fossero l’argomento trainante del Sinodo di quest’anno è segno di apertura.

Talvolta però, soprattutto nelle Valli valdesi, dopo la Confermazione dei 17 anni i giovani tendono a limitarsi a una fede "scontata", tralasciando l’impegno attivo nelle comunità di appartenenza.

Quali sono le attività rivolte ai giovani?
All’interno della mia comunità di Luserna io partecipo al Gruppo giovani – il "Grappolo" lo chiamiamo, evocativamente - che si propone di formare i ragazzi al confronto sui temi più disparati, tratti ad esempio dal Vangelo ma carichi di interrogativi che portano a dialogare con l’attualità più stringente. Talvolta prepariamo anche il culto.

Un’esperienza per me davvero importante, poi, organizzata per la prima volta quest’anno dalla comunità, è l’Animazione teologica, promossa insieme all’associazione Cevaa (Comunità di chiese in missione) la quale comprende trentasette Chiese protestanti in tutto il mondo, favorendo percorsi e obiettivi comuni. Il valore aggiunto di questa iniziativa è stata, a parer mio, la possibilità di confronto su temi particolarmente sensibili tra diverse generazioni, tra giovani di oggi e di ieri. Mi ha dato la possibilità di stringere sincere amicizie. Inoltre, le attività promosse dalla Fgei (la Federazione giovanile evangelica italiana) sono per me occasioni preziose di partecipazione, di dialogo sulle questioni di fede, ma anche sui problemi verso i quali la società ci invita a riflettere. In quest’ottica, ogni anno la Fgei organizza dei campi di formazione (aperti a tutti) incentrati ogni volta su un argomento diverso: si tratta di "laboratori del dialogo" in cui confrontarsi e approfondire le proprie conoscenze, per maturare un’opinione più solida. Io ho partecipato a uno di questi campi presso Firenze: il tema-guida era "i generi": maschile e femminile, e le discriminazioni legate ad essi.

Cosa significa per te il Sinodo?
Seguo ogni anno lo svolgersi del Sinodo con interesse. Ritengo che, gradualmente, i lavori sinodali e le discussioni su argomenti talvolta estremamente complessi – la bioetica, la benedizione alle coppie gay, l’integrazione – abbiano condotto la Chiesa a confrontarsi col necessario cambiamento della storia, con le innovazioni della scienza, e quindi ad orientarsi su posizioni adatte alle nuove esigenze della società.

Quale argomento affrontato ti sta più a cuore?
Il tema della benedizione alle coppie gay mi interessa in particolar modo; due anni fa seguii l’acceso dibattito in merito. Sono del tutto favorevole alla decisione presa di appoggiare l’unione di due persone che si amano anche se dello stesso sesso. Mi piacerebbe, nelle prossime edizioni del Sinodo, sperimentare una forma di partecipazione maggiore.

Cioè?
Propormi come deputata a rappresentanza della mia comunità.

Eugenio Bernardini è il neoeletto moderatore della Tavola valdese. La tua impressione?
Positiva. Ho apprezzato nel suo discorso d’insediamento soprattutto le osservazioni sui giovani: non consideriamoli come un lontano orizzonte, da raggiungere ed educare per la Chiesa di domani, ma come una realtà presente, pronta ad esprimersi e responsabilizzarsi all’interno della Chiesa di oggi. 

Nadia Fenoglio