Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Politica in Pinerolo

La collina di Santa Brigida

Un bene paesaggistico da valorizzare

di A.D.

Pinerolo Indialogo - Anno 6 - N.48 - ottobre 2010

    Da un po’ di anni sono sempre più numerosi gli economisti che misurano il benessere di un popolo non in base ai beni materiali, il Pil (Prodotto interno lordo), ma in base ai beni relazionali e al benessere che ne deriva, la Fil (Felicità interna lorda), che i governanti riescono ad assicurare ai loro cittadini a seguito di servizi quali il verde pubblico, le piste ciclabili, gli asili nido, le attrezzature sportive, i servizi agli anziani, i parcheggi, le scuole, il bene paesaggistico, i servizi commerciali, ecc.
   Come si sta a Pinerolo come Fil, come benessere relazionale?
Abbiamo preso uno dei parametri indicati come esempio, di quelli che costano poco per goderne: il bene paesaggistico. Che a Pinerolo vuol dire soprattutto la collina di Santa Brigida, la terrazza sulla pianura pinerolese, che spazia fino alle Alpi e al Monviso. Una terrazza forse un po’ snobbata in questi ultimi decenni, che ha perso quell’appeal che aveva sui pinerolesi come meta di passeggiate e di belvedere.

La collina di Santa Brigida è frequentata dai pinerolesi?
   «Piuttosto poco» mi ha detto un abitante della collina. «Forse si è perso il gusto del passeggiare a contatto con la natura e con l’ambiente. Si preferiscono le passeggiate sotto i portici, in centro o all’ipermercato in mezzo alla gente». «La mancanza poi di una politica che valorizza questa risorsa paesaggistica della città completa questo stato di cose».
  
A questo aggiungiamo anche il non far rispettare il taglio dei rovi che impediscono il belvedere da parte dei residenti e il mantenimento dei "percorsi storici" pedonali nei campi, dalla città alla collina.
   Un anno fa il Consiglio comunale, in sede di approvazione del cosiddetto Piano casa varato dal governo e recepito dalla Regione, aveva allentato le maglie del Piano paesaggistico della collina concedendo la possibilità di ristrutturare o di costruire, purchè gli ampliamenti non avvengano in altezza.
   L’assessore all’Urbanistica Frassino di fronte alla perplessità di diverse forze politiche aveva allora affermato:
«Ci sembra di aver posto dei limiti tali da salvaguardare il paesaggio e l’integrità di frazioni e borgate di pregio, senza però snaturare le intenzioni di chi ha pensato questa legge, cioè quella di consentire piccoli ampliamenti che possano consentire di risolvere problemi abitativi e al tempo stesso rilanciare il settore dell’edilizia» (Eco, 16.9.2009). Nonostante ciò parecchie critiche e perplessità furono sollevate.
   Per evitare il rischio di cementificazione e per assicurare una forma di controllo fu istituita anche una Commissione per il Paesaggio, della quale per ora non si conosce l’operato.