Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 

Pinerolo

Cosa fanno i giovani 
dopo il diploma

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 1 - N.1 - ottobre 2010

   Concluso l’esame di maturità, capita tra giovani di chiedersi: e ora? Qual è il destino che attende i giovani pinerolesi?"
   Ho provato a parlarne con alcuni giovani amici come me e tutti avvertono come un salto nel vuoto, più rapido ed inaspettato di qualsiasi altro cambiamento avvenuto prima.
    Le due grandi categorie di scelta sono: continuare gli studi, oppure intraprendere la via lavorativa. All’interno di queste due categorie vi sono però diverse sfumature e opzioni che portano i ragazzi del pinerolese a scegliere strade totalmente divergenti ma simili allo stesso tempo.
   
La scelta più comune fra i frequentatori dei licei è quella di intraprendere il cammino universitario, però, il modo di gestire la propria vita e le esperienze che si vivono, variano molto se il giovane rimane a casa o riesce a trasferirsi nella località universitaria; lo stretto contatto con una città, ad esempio Torino, condiziona infatti in maniera sensibile la percezione della realtà al di fuori del pinerolese. Il cambiamento dello stile di vita è ancora maggiore se si fa la scelta di studiare all’estero: diversi sono i ragazzi che escono dall’Italia per studiare, alcuni grazie a programmi universitari di studio all’estero come l’Erasmus; altri dopo qualche anno di studio in Italia si iscrivono ad università straniere.
    Per chi invece sceglie la via lavorativa le opportunità sono purtroppo limitate in questo sfortunato periodo economico, non solo a livello di quantità quanto a livello di prospettiva; esclusi i lavori stagionali, limitati per definizione, le opportunità di lavoro che trovano i giovani sono quasi esclusivamente a breve scadenza. Tra le mie conoscenze solo un ragazzo ha un lavoro con contratto a tempo indeterminato.
    Quello del lavoro è il problema di fondo dei giovani, compresi quelli di Pinerolo, che cercano di crearsi un’indipendenza economica e trovare un punto di partenza verso una vita nuova. La possibilità di avere una gamma di opzioni lavorative, costituita da impieghi a lungo termine, permetterebbe al neodiplomato di effettuare con cura la propria scelta, basandosi sugli studi da poco terminati e soprattutto negli ambiti in cui si sente di poter giocare le proprie carte.
    Con un lavoro a breve scadenza, invece, il ragazzo tende ad accettare qualsiasi tipo di impiego sapendo che, con ogni probabilità, in capo a due, tre, quattro o al massimo sei mesi, sarà nuovamente alla ricerca di un altro posto di lavoro.
    Data questa situazione critica del nostro bel Paese, molti giovani, anche di Pinerolo, fanno la scelta di cercare fortuna all’estero: la meta preferita per quanto riguarda il pinerolese sembra essere Londra, ma anche Berlino, Barcellona e Parigi. Molti di questi però, dopo un periodo in cui capiscono che la loro strada non è oltre i patrii confini, tornano a casa per ricominciare gli studi o lavorare. Quelli che rimangono tornano a casa solo per le feste.
    Lo stile di vita dei giovani compresi fra i 19 e 27 anni, che hanno scelto di rimanere nel pinerolese, sia che studino o che lavorino, è molto simile: amano frequentare le conoscenze sviluppatesi nei loro nuovi ambiti, ma anche mantenere saldi i legami con i vecchi compagni di scuola, uscendo prevalentemente il sabato sera per andare in discoteca o nei locali notturni.
   
Coloro che invece si sono trasferiti a Torino, Milano o altre città per motivi scolastici hanno una diversa vita sociale, frequentano prevalentemente le nuove conoscenze universitarie ed escono soprattutto durante la settimana, dedicando il week-end al ritorno a casa dalle famiglie e dagli amici.
    Occorre precisare che le opzioni a disposizione del giovane, fresco di diploma, sono superiori a quelle dettate dal desiderio di qualcosa di nuovo, dalle esigenze famigliari, e dallo sfruttamento di occasioni che capitano durante la vita.

 

I luoghi di aggregazione 
dei giovani liceali pinerolesi

da "Onda 25", dicembre 2008

A Pinerolo esistono tanti gruppi giovanili, alcuni con caratteristiche ben definite, altri con caratteri più sfumati.

Si distinguono in modo netto gli "alternativi", chiamati così perché hanno uno stile non scontato e originale: portano abiti etnici, a stile giamaicano e molti hanno i dred. Sono abbastanza riservati, amano uscire in gruppo in locali come il Lennon, il Vibrò, l’Underground. Ascoltano musica raggae, ska, hardcore, spaziano da un estremo all’altro. Ricordano i figli dei fiori: pace, amore e... protesta!

Altrettanto riconoscibili sono i "punk-emo" che hanno un abbigliamento sempre scuro, con borchie evidenti. Le ragazze usano anche il viola e il rosso, hanno smalti molto scuri e fiocchetti tra i capelli. Sono abbastanza schivi, si considerano emarginati e sembrano o sono davvero depressi. Non hanno luoghi specifici di ritrovo. Ascoltano molto il metal, il rock e tutti i tipi di musica forte.

Un gruppo meno definito è invece quello dei "cabinotti", poiché raccoglie sia gli estremisti, ossia quelli perennemente alla moda sia quelli che vorrebbero esserlo, ma non sono così fissati. "Cabinotto" è quel ragazzo che ci tiene molto al suo aspetto esteriore: abiti firmati, capelli sempre perfetti e occhiali da sole anche quando piove. Il più grande divertimento per lui è ritrovarsi al sabato sera nei locali più in, ad esempio il Pepe Nero o le Cantine, a fare pre-serata con gli amici, prima di concedersi una seratona in discoteca, alle Vele di Alassio o al Tabata a Sestriere. Abbastanza snob, sembra che giudichino ogni dettaglio con il loro sguardo nascosto sotto un paio di Rayban. Li riconosci anche per la musica che ascoltano: ovviamente quella che è più gettonata al momento, come disco house, commerciale e pop.

Poi ci sono i "tamarri", chiamati così non per la loro origine, ma per i gusti estrosi e a volte pacchiani che li caratterizzano. Pantaloni strettissimi infilati in scarpe da ginnastica, dolcevita e smanicati aderenti per mettere in mostra i corpi scolpiti è la loro divisa. Casinisti, non molto fini e un po’ rissosi si rispecchiano in musiche come la techno e l’hardstyle e in locali come lo Shock o il Templares, ma ultimamente sono in qualsiasi luogo in cui ci sia molto movimento.

Questi sono i gruppi più evidenti, per lo più di liceali, generalizzando un po’. Ovviamente esistono altri gruppi e tanti ragazzi che non fanno parte di nessun gruppo, ma seguono semplicemente il proprio stile e carattere.

Sintesi di B. G. Onda 25, dic. 2008, giornale studentesco di Pinerolo