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  Arte&Architettura


Il pittore francese Jean Paul Charles

"Un artista dipinge il mondo in cui vive"

di Francesca Noardo

Pinerolo Indialogo - Anno 1 - N.2 - Novembre 2010

L’artista Jean Paul Charles, nato a Nancy, in Francia, vive oggi a Dubbione di Pinasca, tra le mostre nei dintorni e le importanti esposizioni accanto ad altri grandi Maestri.

Nel 2001 scopre la pittura e con essa il suo fulminante talento, proseguendo in un percorso di opere in continua evoluzione, dalle molteplici tecniche e materiali.

Spontaneo è stato chiedere come si trovi un artista nelle nostre valli, "È difficile" risponde Jean Paul "c’è poco fermento culturale. È un aspetto che sarebbe sicuramente da potenziare; la gente sembra poco interessata all’innovazione" e aggiunge "anche se il mondo è lo stesso ovunque".

Osserva e dipinge la realtà alienata ed alienante, un inquietante e cupo ritratto del mondo malato in cui viviamo senza quasi renderci conto.

Rappresenta astratti paesaggi straziati dall’inquinamento e da innumerevoli problemi, con smalti, collages e decise ed efficaci spatolate che fissano sul supporto bellissimi e terribili scenari.

È estremamente duro con l’informazione: "ci entra nel cervello distorcendo la nostra identità. Ce la ruba in favore di una sterile omologazione che strappa definitivamente il legame originario con la Madre Terra, distrutta e sfregiata da un uomo che le è ormai alieno".

Altre opere hanno come oggetto l’essere umano, ritratto contaminato e sporco per mezzo della pittura densa e tormentata, poi "filtrato" attraverso la radiografia, che ne mette a nudo la vera essenza. Si arriva infine alla fotografia, immagine ripulita e serena; non cessa però di trapelare tutto lo sporco di cui l’uomo fatica a liberarsi.

Si concentra infine sugli sfortunati bambini, a cui le generazioni precedenti consegnano un mondo devastato e corrotto, sull’orlo dell’autodistruzione, che è loro incombenza tentar di salvare.

"Le mie opere sono tetre perché il mondo è tetro, contaminato, inquinato," spiega Jean Paul "un artista dipinge il mondo in cui vive. Con un piede nel passato e lo sguardo sempre al futuro, deve anticipare cosa gli altri non riescono a vedere. Per questo i grandi artisti si capiscono solo quindici, cinquant’anni dopo".

"Un vero artista segue un percorso che lega ogni sua opera alla successiva e alla precedente, ed è suo dovere comunicare un messaggio. Per questo dall’alto riceve il talento e la forza irresistibile che lo spinge a produrre. Ma il popolo, purtroppo, spesso non capisce.

Io soffro quando dipingo, ma non posso farne a meno, è la pittura che mi chiama e io non posso resistere".