Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Personaggi 

Intervista a Nicola Scocozza

"Ho realizzato il sogno 
della mia vita"

di Gabriella Bruzzone

Pinerolo Indialogo - Anno 1 - N.2 - Novembre 2010

Nicola Scocozza, giovane parrucchiere 30enne di Pinerolo, ci racconta della sua carriera.

Raccontaci del tuo percorso di studi...
Elementari, medie e poi a 14 anni sono subito andato a lavorare presso un parrucchiere di Pinerolo.

Com'è stato il periodo della gavetta?
Molto pesante perché ero da un parrucchiere molto "in" di Pinerolo. Ma per fortuna è durata poco, solo tre anni! Poco a poco poi mi sono fatto conoscere e ho iniziato io a far fare la gavetta agli altri.

Da cosa è nata la passione per il mondo dell' "hair-styling"?
Penso di aver sempre voluto fare il parrucchiere e in generale di lavorare a contatto con la gente: è il sogno che ho fin da quando sono bambino. In famiglia c'era già mio zio che faceva il parrucchiere e forse questo mi ha dato un'opportunità in più per partire. Non avevo iniziato con lui ma presso un altro parrucchiere. È stato il momento in cui ho cominciato ad appassionarmi molto a questo mestiere.

Ti ricordi ancora del primo taglio che hai fatto?
Sì certo, a mia madre. L'avevo rovinata! Una settimana dopo aver iniziato a lavorare, ero andato a comprarmi le forbici e l'ho rapata. Lei era orgogliosa perché l'avevo acconciata io ma era dovuta comunque andare a farsi aggiustare i capelli. Dopo di lei, mia sorella e tutto il parentado hanno fatto da cavie per i miei esperimenti. Ho sempre bruciato un po' le tappe: non ho mai avuto paura di buttarmi. E alla fine i frutti si sono visti.

A che età ti sei sentito un vero professionista?
Credo che non lo dirò mai, perché non si finisce mai di crescere e di imparare. Il punto di inizio forse è l'aver avviato un'attività in proprio: a 30 ho delle persone che lavorano alle mie dipendenze e di questo posso essere molto soddisfatto.

Qual è il segreto di questa clientela così affezionata?
Di sicuro l'essere professionale, umile e non fare differenze, nonostante io lavori con una clientela molto vasta. Tratto tutti nel medesimo modo.

Tutti i tuoi collaboratori sono giovanissimi: che consigli ti sentiresti di dar loro?
Di mettersi sempre tanto in gioco e di non aver paura di sbagliare. Devono puntare sempre in alto ed essere disposti anche ad affrontare dei sacrifici.