Pinerolo Indialogo

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 Giovani e Lavoro 

Cosa farò da grande

Ciò che mi piace o ciò che è 
richiesto dal mercato del lavoro?

di Beatrice Gouthier

Pinerolo Indialogo - Anno 1 - N.3 - Dicembre 2010

   Almeno una volta nella vita abbiamo sentito o ci siamo posti la domanda "cosa farò da grande?", la risposta viene sempre veloce e spontanea: "semplice, quello che mi piace".

A sentire gli economisti e gli specialisti del mondo del lavoro questa risposta è incompleta: sarebbe più giusto dire "quello che mi piace e che è richiesto dal mercato del lavoro".

Insomma, prima di scegliere quale strada percorrere per la propria formazione, un giovane dovrebbe avere chiari in mente alcuni punti: quali professionalità scarseggiano e quali sono richieste nel proprio territorio. Obiettivo difficile da raggiungere per un quattordicenne, che deve decidere a quale liceo o scuola professionale iscriversi, ma già più realizzabile per un neodiplomato.

Partendo dal presupposto che ognuno è una potenziale risorsa umana, è necessario decidere in quale campo diventarlo. Risorsa umana è il termine che ha rimpiazzato l’espressione forza lavoro, ampliandone il significato. Il cambiamento non è casuale, né dovuto semplicemente a una moda ma esprime una visione molto differente del rapporto lavorativo: con questa espressione si vuole evidenziare il valore o capitale insito nel personale, nella sua professionalità e nelle sue competenze e quindi si allude ad un’estensione della responsabilità. L’espressione vuole sottolineare l’importanza delle risorse umane nell’ambito dell’azienda e nell’intero sistema economico. Il lavoro infatti è inteso non solo come strumento di sussistenza, ma anche come possibilità di affermazione e di realizzazione personale.

Concentrandosi su Pinerolo, ci si accorge che propone soprattutto professionalità relative al settore meccanico, dato che sono numerose le fabbriche presenti sul territorio.

Sul mercato del lavoro del Pinerolese sono disponibili anche professionalità specializzate in tutti i settori (meccanico, tessile, terziario, terziario avanzato, elettronica, edilizia, più limitate nel chimico). Per chi si affaccia sul mondo del lavoro locale non dovrà stupirsi di sentire che le professioni più richieste sono in campo tecnico e che sono necessarie diverse specializzazioni: tecnici, progettisti meccanici di attrezzature e processi, progettisti e sviluppatori di prodotto, contabili, controller, addetti paghe e contributi, customer service, addetti alla pianificazione e programmazione di produzione, informatici, programmatori, addetti qualità e addetti alla sicurezza. Per ognuna di queste professioni sono richieste particolari competenze, ma due delle capacità soglia più importanti sono la conoscenza delle lingue straniere (l’inglese, ormai dato per scontato, il francese e il tedesco) e un’ottima padronanza del pacchetto Office.

Conoscendo questi dati, è possibile avere un quadro più completo delle opportunità di lavoro del nostro territorio e quindi muoversi di conseguenza, ma si può anche decidere di ignorarli e ipotizzare uno spostamento futuro. I più coraggiosi che decidono di seguire solo i proprio desideri e le proprie preferenze, non tenendo conto delle opportunità di lavoro nel loro territorio di residenza, devono mettere in conto che dovranno spostarsi per praticare la professione per cui hanno studiato, magari in un’altra regione o addirittura all’estero e sarà utile allora ricordare l’esempio dei nostri nonni che hanno lasciato il loro paese per trovare un lavoro o degli extracomunitari che lo fanno ogni giorno. Nel prossimo numero approfondiremo questa tematica.