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  Arte&Architettura


Lodato anche dai napoletani

Il presepio vigonese

di Francesca Noardo

Pinerolo Indialogo - Anno 1 - N.3 - Dicembre 2010

Dall’8 dicembre è visitabile a Vigone l’opera d’arte della famiglia Audisio, cominciata tredici anni fa per scherzo e lodata oggi anche dagli esperti napoletani del settore.

L’immenso presepe, occupante l’intera chiesa di S. Bernardino, ripropone, al centro, Vigone, con i suoi più tipici monumenti, fra cui emerge la rotonda che, memore della sua passata funzione, è affiancata da un carretto per il ghiaccio.

Più avanti un ciabòt, tipico del paesaggio circostante, è messo a confronto con una più ricca cascina con, tra le altre cose, la tettoia per gli alambicchi di distillazione della menta, novità di quest’anno. Il presepio si fa così documento del territorio, con le costruzioni tradizionali, che portano con sé anche mestieri e ruoli sociali forse dimenticati.

Sulle montagne si aprono la val Pellice e la val Chisone, con le peculiari baite, popolate da personaggi in costumi tradizionali, valdesi compresi, e con l’inserimento (nuovo) delle miniere di talco della val Germanasca. Ogni elemento è tratto dalle cartoline storiche e dal materiale documentario dei musei. Da qui prendono spunto il figlio Egidio, che esegue magistralmente gli edifici in compensato ricoperto di creta, e la Signora Irma, che con somma maestria e passione riproduce nei minimi dettagli (anche quelli che poi non si vedono) i costumi delle statue con una moltitudine di stoffe, pizzi, perline e raffinati ricami.

Un po’ discosto troviamo infine il realistico paesaggio palestinese, la cui continuazione è la grotta della natività. Anche qui con la popolazione autoctona, per caratteristiche e costumi.

Ulteriore raffinatezza di questa parte del presepe è l’imbrunire, poi nel gioco delle luci, leggermente prima, rispettando il "fuso orario" tra i luoghi.

I personaggi, eseguiti fin nei dettagli in creta dal capostipite Giovanni, rappresentano gli stessi abitanti di Vigone, attuali e passati, nei medesimi ruoli, riportati tutti nell’ambientazione tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Il tutto, arredato di muschio e bonsai, si anima con musica, luci variabili secondo i tempi della giornata, stelle, lucciole, candele, acqua e neve che cade dal cielo sulle montagne, per renderlo ancora più vivo.

Come è comprensibile, l’opera acquisisce un alto valore didattico; si possono infatti prenotare lezioni davanti al presepio, che offre innumerevoli spunti di approfondimento culturale ed etnologico, in aggiunta al valore artistico e mistico che sempre appartiene ai presepi e che attrae pullman di visitatori anche da lontano.

Piazza Cardinal Boetto, Vigone
Dall’8.12.2010 al 9.01.2011
Feriali h.15.00 – 19.00
Festivi h. 9.30 – 19.00
Aperture straordinarie:
giovedì h.9.00 – 12.00
e vigilia di Natale h.15.00 – 19.00 e 21.00 – 23.30
Visite extra per gruppi
su prenotazione
tel.011.9801902 – 011.9801143