Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Politica in Pinerolo

Monte Oliveto e la politica del cemento

Le idee a mollo nell'asfalto

di Emanuele Sacchetto

Pinerolo Indialogo - Anno 1 - N.3 - Dicembre 2010

   Quest’anno vanno per la maggiore i loft..dunque si deve investire. Anche mia nonna lo fa, senza neanche sapere cosa sia un loft. Lo fa e basta. Perché "lo dice la televisione", lo dicono i potenti, loro che di cemento, costruzioni e investimenti ne fanno il proprio personale interesse collettivo. Oppure che ne dite di una bella villetta a schiera, come tante, tutte inesorabilmente uguali? E’ tendenza. E’ economia. E in un momento di crisi bisogna farla girare. Non importa se si costruisce in un parco naturale, non importa se quell’autostrada passa proprio in mezzo alla riserva di stambecchi, o se quel palazzo e quelle villette sorgeranno proprio nell’ultima area verde e libera dal cemento di un paesino qualunque. Non importa se ai piedi della collina più bella di una cittadina di 35000 abitanti spunteranno ancora alloggi, per persone che neanche esistono in questa città e che nemmeno potranno respirarla, schiacciati dall’asfalto. Non importa se Monte Oliveto manterrà solo il nome con gli olivi, diventando il nuovo quartiere fantasma, vanto della città di Pinerolo.
Ciò che conta è costruire. Dare certezza, con calce e mattoni, controllare tutto, con ferro e cemento. Costruire vuol dire agire. Agire vuol dire poter dimostrare di aver sudato per tutti. Sudare vuol dire alla fine conquistare voti. E allora sono tutti con mattoni e attrezzi in mano, pronti a rivendicare la prima pietra posata. C’è chi ha il cemento pronto, bisogna far veloci altrimenti diventa inutilizzabile. Chi ha già iniziato lo scavo, prima ancora del deposito degli atti. Perché in fondo si deve costruire. Sempre, ovunque. Solo un pazzo penserebbe che ci possa essere un’altra via per la felicità comune. Ed ancor più folle sarebbe chi mai tentasse di seguirla. Un fannullone insomma. E noi incantati di fronte alla grande operosità dei nostri politici! Mica come certi idealisti e professori! Gente concreta, che si sporca le mani. Gente che non esiste in quanto pensa. Esiste solo in quanto agisce. Senza pensare. Il pensiero è inutile. Troppo libero per poterlo rinchiudere in quattro mura. E mentre noi siamo incantati di fronte alle azioni, ai progetti di miracolosi ponti, strade, edifici, prima ancora di sbattere gli occhi, il cemento è colato su di noi. Il pensiero libero, i nostri sogni, le nostre passeggiate nel verde, le nostri principi puliti sono finiti a mollo nel cemento. Troppo duro ormai per saltar via. Bloccati nelle idee dalle ‘nostre’ stesse idee. Il tutto in nome del più grande interesse comune. (…) Per fortuna alle volte i pazzi esistono. E arrivano in tempo per destarci dall’ incanto e liberare il pensiero nell’aria, almeno questa, libera dal cemento.