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 Eventi 

Il 24/9 alla Scuola Latina di Pomaretto

La Giornata delle 
lingue minoritarie


di Marianna Bertolino

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.9 - Settembre 2011

   Sabato 24 settembre, in occasione della Giornata delle lingue minoritarie, la scuola latina di Pomaretto ha programmato un incontro con tavola rotonda per discutere delle tematiche relative al bilinguismo. Sul nostro territorio alpino infatti sono riconosciute come lingue minoritarie il patouà (l’occitano nella sua variante provenzale alpino) e il francese.

Hanno partecipato come relatrici la Prof.ssa Daniela Calleri dell’Università di Torino e la Prof.ssa Silvia Dal Negro della Libera Università di Bolzano, moderate dal linguista Matteo Rivoira.

La prima ha messo in evidenza come parlare di bilinguismo sia un fenomeno che interessa tutti noi in quanto il nostro bagaglio culturale è composto anche da un repertorio linguistico suscettibile di cambiamenti nel corso della vita.

Esiste un bilinguismo individuale, che si può declinare in vari modi: può essere passivo o attivo, a seconda che si capisca solo una lingua o la si parli anche; alloglotto, quando si parla una lingua al di fuori dell’area geografico-linguistica di appartenza, come nel caso dei migranti, mentre si può definire ambilinguismo il caso in cui si possegga una perfetta padronanza di due o più lingue considerate come lingue madri.

Ad un bilinguismo individuale si affianca un bilinguismo sociale, tematica approfondita nel secondo intervento. Il "paesaggio linguistico" percepito nelle aree storiche di minoranza può essere influenzato fortemente dalle politiche locali in materia di tutela delle lingue minoritarie anche se non vi è mai corrispondenza tra un bilinguismo de jure e uno de facto, quest’ultimo molto più ricco e mutevole delle leggi, come dimostra il caso dell’Alto Adige.

La tavola rotonda, che ha visto la partecipazioni di insegnanti delle scuole delle valli Chisone, Germanasca e Pellice, è stato un momento importante di confronto sulla tematica dell’insegnamento del patouà e del francese.

Il fattore lingua e la sua standardizzazione è stato uno dei problemi che hanno accompagnato la storia dell’Italia unita. Oggi si pone come emergenza culturale, nelle aree a parlata occitana e non solo, la necessità di conservare una ricchezza linguistica riconosciuta come patrimonio e tutelata dalle legge.

Nelle parole degli insegnanti si è avvertito tutto il loro profondo dispiacere per una situazione scolastica difficile ma anche l’entusiasmo per le attività compiute in questi anni.

Tutelare una lingua, o un dialetto, significa prendere coscienza dell’importanza rivestita all’interno di una comunità; valorizzarlo significa porsi come obiettivi la sua diffusione e trasmissione.