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Pinerolo Indialogo  Ottobre 2011

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Canijos sin fronteras
di Mario Rivoiro

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.10 - Ottobre 2011

 

   Intervista a Marcos Spenalosa cantante della band andalusa.

Los Canijos fanno musica crossover, ovvero mischiano il flamenco con la rumba piuttosto che il rock pop... Come si sa l’Andalusia ha avuto influenza araba. Da dove deriva la parola flamenco?
La prima ipotesi è la ufficiale, il canto flamenco viene dall’Olanda, era la canzone che cantavano i mercenari Fiamminghi del re di Spagna.

L’altra ipotesi che è quella che appoggio di più, è sostenuta da Blas Infante il quale era considerato il padre della patria andalusa a livello politico e poetico.

Lui sosteneva che il termine flamenco proviene da due parole arabe di un dialetto che si parlava in andalusia (alanda lus cioè la spagna mussulmana) e nel nord del Marocco.

Le parole sono fellah (contadino) e menkub, (lo stato più basso che può soffrire una persona).

Quando e come è nato il progetto Canijos sin Fronteras?
Nell’estate 2005 ho conosciuto ad un concerto de "la banda del tigre" Josè Manuel LLAmazare, stavo cercando un suonatore di cajon.

Alcuni giorni dopo, il bassista appunto de "la banda del tigre", Pedrito Oliva, ci ha visto suonare per strada ed ha subito capito la voglia e l’energia che avevamo e si è unito a noi.

Perché il vostro ultimo disco porta il titolo "la rumba al final del mundo"?
L’autore di ciò è Pedrito. Visto il mondo che stiamo vivendo e il momento storico ci sembrava opportuno, inoltre gran parte del lavoro è stato registrato a Finisterra in Galizia. Il nome appunto di quest’ultimo sta a significare fine della terra, quindi l’unione di più elementi ha dato origine a questo titolo.

Da dove viene il nome CANIJOS SIN FRONTERAS?
Èsempre un’idea di Pedrito. Inoltre Jose Manuel LLamazare lo chiamano da sempre canijo, che vuol dire magro, e quindi da lì è nato di fatto il nome giocando chiaramente con parole e fatti avvenuti fra di noi....

Cosa pensate del momento storico e politico europeo?
Ognuno di noi ha una propria idea, ma quello che pensiamo in comune è che ci vuole sicuramente un cambio rapido o meglio una rivoluzione per recuperare la nostra dignità, visto che in questo momento i nostri politici pretendono che diventiamo schiavi di 4 multinazionali.

Avete idea di passare in Italia ed avete un nuovo lavoro in cantiere?
In questi giorni stiamo iniziando a comporre il nuovo disco che speriamo uscirà il prossimo anno e con l’occasione si potrebbe fare un viaggetto in Italia.

Nella storia de los CAJICOS SIN FRONTERAS, qual é stata la domanda in un’intervista più stupida?
Le due più stupide che mi vengono in mente sono state: la prima è se siamo magri veramente e ovviamente abbiamo detto che sei anni fa lo eravamo di sicuro, ma gli anni passano e si sa come vanno le cose...

L’altra invece è se siamo una ong e noi rispondiamo di no, però siamo in solidarietà con i magri di tutto il mondo...

Ringrazio personalmente e con un abbraccio di cuore Canijos Sin Fronteras, i quali mi hanno permesso questa intervista... Sperando di poterli sentire presto in Italia.