Pinerolo Indialogo

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Riflessioni politiche "young" 



Intervista all'Assessore alla Cultura Paolo Pivaro


"Anche la cultura  per il rilancio economico della città"

 

 

di Emanuele Sacchetto

    Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.11 - Novembre 2011

  

              Sette le domande che abbiamo posto al nostro interlocutore Paolo Pivaro, assessore alla cultura della città di Pinerolo, con delega anche alle politiche giovanili. Sette le ampie e motivate risposte che abbiamo ricevuto.

Nel suo secondo mandato da Assessore alla Cultura, quali sono i punti di continuità ed esperienze iniziate che porterà avanti?
   Le esperienze che senz’altro porteremo avanti sono quelle inerenti l’attività teatrale, dell’Accademia di Musica e la costruzione del sistema museale di Palazzo Vittone. In merito al primo punto non mi riferisco solo alla interessante stagione del Teatro Sociale con i suoi 11 spettacoli, concerti in collaborazione con l’Accademia di Musica e circa 420 abbonati, ma anche a tutte le attività di Teatro per l’infanzia (nelle scuole), Teatro di figura e del Teatro dialettale. Il sistema museale comprenderà invece i tre musei civici (Pinacoteca, Museo Archeologico e Antropologico, Museo Etnografico), dando alla città una forte identità culturale organizzata.

Lei crede che Pinerolo possa competere con Torino o pensa ci debba essere una stretta collaborazione tra le due?
  
La collaborazione con Torino è indispensabile. E in proposito è già stato avviato un progetto con l’Università di Architettura e con il Teatro Stabile di Torino per la produzione di spettacoli firmati "Teatro Sociale di Pinerolo". Ma per progredire nella collaborazione è necessario che Pinerolo si formi una forte identità culturale, ben organizzata in una rete di musei, strutture e iniziative, che possano essere proposta allettante per una collaborazione con la città di Torino.

Abbiamo accennato al Teatro Sociale: molti pensano se ne sottovalutino le capacità e ritengono che gli spazi, oltre che il carnet di spettacoli che propone debbano essere valorizzati. Cosa ne pensa?
  
C’è subito da precisare che il Teatro Sociale è anche centro Congressi, elemento che dovrà senz’altro essere valorizzato, facendone un luogo dove anche imprese portino meeting e congressi appunto. Per quanto riguarda i locali interni disponiamo di uno spazio mostre che è possibile dare in locazione ad associazioni e altri enti. Per quanto attiene gli altri locali si sta pensando di farne un Centro Studi del teatro stesso, con documenti sulla sua storia e la raccolta di registrazioni e filmati. Il problema principale per l’affitto dei locali è solo la articolatissima documentazione da presentare in materia di sicurezza. Tale rigidissima procedura non è peraltro evitabile, visti eventi drammatici come la tragica scomparsa di Michele Capitani.

Ugualmente sentito dalla nostra città è il tema della musica: quale futuro per l’Istituto A.Corelli, per l’Accademia e quali nuove proposte?
  
Il profilo musicale di Pinerolo è di alto livello, e lo dimostra l’Accademia di Musica. Negli ultimi anni inoltre sono stati restaurati gli organi delle principali chiese della città, portando così alla luce il progetto di far nascere un’ Accademia Organistica, da valorizzare con l’avvento di un festival organistico di età barocca. Per quanto riguarda il Corelli, credo che esso rimarrà un punto fondamentale nella formazione di giovani musicisti, prima dell’accesso in Conservatorio, col quale il Comune sta peraltro trattando per il riconoscimento di alcuni crediti. Questa Amministrazione ha deciso di puntare su questa struttura, a partire dalla previsione del rifacimento del tetto dell’Istituto, inserito nell’ultimo bilancio.

La tradizione di Pinerolo è legata alla Maschera di Ferro e alla rassegna dell’Artigianato. Si deve continuare a puntare su queste o è necessario cambiamento?
  
La Maschera di Ferro è senz’altro parte caratterizzante per la città, ma deve rinnovarsi per non ripetersi. Secondo me dovrebbe essere legata ad uno studio sugli eventi di quel secolo, con proposte di allestimento di scenografie e altro. La rassegna dell’artigianato è invece un punto molto importante da valorizzare. Credo ci sia bisogno di puntare sull’Artigianato di Eccellenza e di Innovazione, che porti ricerca, design, nuove idee e maggiore affluenza, dando più valore all’evento.

A fronte degli incensurabili tagli alla cultura di questo governo, cosa può fare la città?
  
Vorrei partire da un dato drammatico: l’Italia investe solo lo 0.2% del PIL nazionale nella cultura, pur avendo il 60% delle ricchezze culturali del pianeta nel suo territorio (confrontiamolo con la Germania che invece investe ben il 2% del PIL nazionale, e certamente non ha tutte le ricchezze artistiche dell’Italia!). Questo non è assolutamente in linea con quello che stanno facendo altri stati per uscire dalla crisi. La cultura è un investimento, anche economico. In proposito Pinerolo, nonostante il governo abbia tagliato 1.700.000 euro, ha mantenuto gli investimenti nel settore della cultura.

Infine i giovani: quali proposte per attirarli e quali strutture?
  
I giovani sono una categoria molto disomogenea, che necessita di una progettualità ampia e diversificata. Tuttavia non credo che si debba parlare di politiche giovanili. I giovani hanno bisogno di spazi e di essere loro promotori di iniziative, più che di attività che siano loro in qualche modo "imposte". Dunque cercheremo di trovare sempre più spazi per accogliere persone e idee. Per cominciare è stato istituito il Consiglio Comunale dei Ragazzi delle scuole medie per incentivare la partecipazione alla vita democratica.