Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 


Idee giovani per la città

Valorizzare il Centro storico

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.11 - Novembre 2011

   Nell’intervista che abbiamo fatto nel numero precedente di Pinerolo Indialogo al sindaco Buttiero, ha affermato che il rilancio del territorio dal punto di vista occupazionale è il punto prioritario nella sua agenda: "bisogna puntare, ha affermato, sul lavoro, sui giovani, sulla cultura e turismo, attraverso business plane e altri progetti". Non ha citato un patrimonio cittadino per noi fondamentale, il Centro Storico. Per la verità non vi ha accennato neanche nel suo programma elettorale così come non vi hanno accennato gli altri partiti politici.

Questa carenza di politiche restauro-conservative per valorizzare il patrimonio storico della città - in controtendenza rispetto ad altre realtà italiane - è antica nella politica pinerolese (quindi non è certo da addebitare al sindaco Buttiero), ma è diventata evidente soprattutto in questi ultimi decenni con una politica urbanistica tutta incentrata sulla costruzione di nuovi insediamenti, fino ad arrivare ad un piano regolatore sovrastimato, che ha portato tra l’altro al pasticcio della CP7 di Monte Oliveto. Verrebbe da dire che è una politica figlia degli equilibri edilizi che ci sono nel territorio. Si sa infatti che Pinerolo è piena di architetti e di costruttori edili - sempre presenti in Consiglio Comunale! - ma è carente di imprenditori/restauratori e forse la politica degli interventi ha seguito questi equilibri. Una concausa di queste scelte è anche di tipo culturale, legata agli stereotipi che si sono creati negli anni sul Centro storico, per via dei residenti: i meridionali immigrati negli anni Sessanta/Settanta e gli extra comunitari poi.

Superando queste carenze/pregiudizi, perchè non rilanciare il centro storico di Pinerolo per farne il fulcro della rinascita della città?

È illusorio pensare di rilanciare il Pinerolese pensando solamente - come nel periodo del boom economico - all’industria, all’artigianato o al commercio (il Pil non cresce e non crescerà per anni!). È necessario ragionare su una pluralità di iniziative dove anche il centro storico può diventare luogo di un’"economia della bellezza". Economia in senso materiale e immateriale, che stimola la gente a venire a Pinerolo e a visitarla.

Per fare ciò non bastano le parole e i buoni propositi, certo il crederci è il punto di partenza, ma occorre formulare un Piano strategico di valorizzazione del centro storico. Occorre uno strumento metodologico ed operativo, fatto di persone e di idee, capaci di guardarsi attorno e di elaborare un progetto complessivo e di mettere a sistema tutti i punti programmatici e di intervento necessari.

Il 9 settembre, una domenica pomeriggio, mi è capitato di accompagnare degli amici romani a Saluzzo per visitare la città e per vivere un pomeriggio di relax. L’apprezzamento per questo paesone di 17 mila abitanti, che ha fatto del suo centro storico un piccolo gioiello, che attira migliaia di persone (italiani e stranieri) è stato grande. Non solo per il restauro dei suoi edifici medioevali, ma anche per l’accoglienza: quella domenica, dalle 16,30 alle 18, davanti al sagrato della cattedrale c’erano 500-600 persone sedute ad ascoltare il concerto del grande Coro Hope di Torino. Più qualche altro centinaio sotto i portici e nei bar vicini. Quindi restauro, ma anche accoglienza e animazione. Tutte cose che mancano in Pinerolo, che pure ha un suo dignitoso Centro storico.