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Pinerolo Indialogo

Dicembre 2011


Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 


Una ricca esperienza con esperti 
internazionali sulle tematiche più scottanti

Il Festival di Internazionale

di Francesca Costarelli

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.12 - Dicembre 2011

   Dopo anni di tentativi andati a vuoto sono finalmente riuscita a partecipare al Festival di Internazionale.

Ho conosciuto Internazionale grazie al mio professore di Relazioni Internazionali Fabio Armao. Ricordo ancora la lezione in cui citò un articolo tratto dalla rivista. Andai subito a comprarla e fu amore a prima vista.

Eccomi allora sul Freccia Rossa verso Bologna, non era infatti più possibile trovare posto a Ferrara data la grande affluenza.

Il festival si sposa molto bene con la bella Ferrara, ricca di piazze e luoghi adatti ad ospitare conferenze e incontri. Bellissimo vedere così tanta gente, peccato l’organizzazione forse si aspettasse un po’ meno affluenza e così mi è capitato di restare fuori da alcune sale che non potevano accogliere tutti noi appassionati.

Ho seguito gli incontri più disparati Ho iniziato subito con Francesco Zizola. Il famoso fotografo raccontava e presentava la mostra "Urban Survivors" sulle baraccopoli. La mostra nasce dalla proposta fatta da Msf ad alcuni fotografi di lavorare sul tema delle nuove città, delle nuove urbanizzazioni. Non credo si possano definire città gli slums di cui Zizola parla. Bacini di centinaia di migliaia di persone ai limiti delle grandi metropoli. Zizola dà un’interpretazione interssantissima di questi spazi residuali satolli di umanità, e cioè come riserve di "linfa vitale" per le metropoli stesse. Ciò che il relatore cerca di mettere in luce è il fatto che questi spazi siano delle realtà esplosive. La violenza regna sovrana e sono all’ordine del giorno stupri e violenze di ogni tipo, da qui il titolo dell’incontro "Bidonville, le nuove bombe a orologeria". Vere e proprie bombe pronte a scoppiare. Ottimo comunicatore Zizola e davvero bella e toccante la mostra.

Poi di corsa al prossimo incontro dall’altra parte della città. "L’Europa in bancarotta. La crisi economica che minaccia l’unione", interessantissimo perchè condotto dai corrispondenti esteri da Germania, Grecia, Irlanda e Finlandia. Emergono tratti a me sconosciuti di come l’Italia venga vista all’estero e di come paure e dubbi sull’Unione Europea non siano una prerogativa solo italiana. Ad esempio, emerge che i tedeschi abbiano paura di essere trascinati in un buco nero dagli altri stati europei meno virtuosi. Il corrispondente finlandese provocatoriamente si chiede addirittura perchè si dovrebbe salvare la Grecia. Da tutti viene sottolineato un paradosso europeo tipico di questo periodo: chi è in Europa sembra che non la voglia, mentre chi non ne fa parte la corteggia perchè smanioso di entrarci. L’incontro si chiude con una domanda: c’è qualcuno al comando dell’Europa? Tutti i corrispondenti sembrano concordi nel ritenere che un Ministero del Tesoro Europeo potrebbe essere un passo avanti nella direzione di una politica europea più forte di cui tanto c’è bisogno.

Poi ancora code e incontri: "L’illusione del web. I limiti dell’attivismo online" sulle potenzialità e sui limiti del web. Uno dei relatori ritiene che internet, i blog, facebook e twitter siano privi della forza rivoluzionaria che dalla primavera araba si attribuisce loro. Evgeny Morozov infatti ritiene che tutto ciò che si pubblica abbia un effetto contrario alla rivoluzione, infatti anche il governo e il potere può leggere ciò che si pubblica. Più si rende esplicita e immediata la comunicazione più è facilmente rintracciabile e quindi facile da prevedere e da sedare.

Incredibile il contributo del blogger cinese sulla situazione in Cina in cui il governo controlla attraverso i server dei motori di ricerca e dei social networtks tutto ciò che circola in rete ed elimina e blocca tutto ciò che non gli è gradito, pur lasciando una certa libertà di sfogo in modo da tenere sotto controllo la popolazione e non farla arrivare alla saturazione e dunque allo scontro e magari alla rivoluzione.

Per alleggerirmi un po’ dallo scenario così cupo appena descritto, mi sono catapultata nel Chiostro per ascoltare il simpaticissimo Claudio Rossi Marcelli, l’inventore delle regole (chi conosce Internazionale sa a cosa mi riferisco! - http://www.internazionale.it/tag/regole/) che presentava il suo libro "Hello daddy!" sulla sua esperienza di marito di Manlio e papà di tre bambini con i quali vive tra i Parioli di Roma e Ginevra. Brevi siparietti di vita vera tra le angoscie di padre e le reticenze della società in alcuni casi omofobica e la mancanza di leggi atte a tutelare ciò che già esiste e di cui si deve semplicemente prendere atto.

E poi ancora "Il ritorno delle bambole" con, tra le altre, Michela Marzano sulle questioni di genere in Italia e nel mondo; "Donne di tutta Europa unitevi!" che parte dalla constatazione del fatto che un paese in cui si mantengono forti disparità di genere è destinato a crescere di meno; "L’Europa da ridere. Vignette satiriche e informazione politica" con, tra gli altri, Marco Zatterin, giornalista de La Stampa, e Sergio Staino, grande disegnatore italiano. Incontro rilassato, divertente, ma non privo di spessore a prova del fatto che ridere fa ragionare!

Infine ho molto apprezzato che ai relatori si offrisse acqua in caraffe, un piccolo gesto con un grande significato ecologico e politico (nel senso ampio del termine). Molto belli, inoltre, alcuni spazi che davano un qualcosa in più alla discussione, ad esempio il Teatro Comunale, i Chiostri e il cortile del Castello Estense.

Discussioni profonde e interessanti in una città magica, un piccolo gioiello che offre cordilità, buona cucina e... notizie da tutto il mondo!