Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 



 

Pinerolo Indialogo

Dicembre 2011

Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 


 Sport 


Calcio
Pinerolo Football Club

di Andrea Obiso

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.12 - Dicembre 2011

 

 Il Presidente del Pinerolo Football Club, Franco Barbero, ci accoglie nel suo ufficio presso il campo Barbieri di Pinerolo.
Il suo ufficio si presenta buio e poco spazioso ma stracolmo di coppe, trofei e fotografie, tutte tracce di una storia che continua ormai da moltissimi anni.
Abbiamo cercato di conoscerlo meglio ponendogli alcune domande.

Da quanti anni si occupa di calcio?
La mia passione per il calcio si è manifestata quando ancora ero un ragazzo, sono oramai moltissimi anni che opero in questo ambiente, il Pinerolo è solo l’ultima delle mie avventure; avventure che mi hanno portato a Castagnole e ad Airasca, per esempio.

Lei è Presidente del Pinerolo da due anni, pochi rispetto alla sua esperienza, come si immaginava questo ambiente?
Quando operavo nelle altre società, più piccole rispetto al Pinerolo, vedevo quest’ultimo come un ambiente di riferimento, e così facevano anche i miei ragazzi. Era la squadra più seguita, di cui si avevano più notizie e più facilmente.

...e una volta arrivato a Pinerolo?
La realtà purtroppo è molto differente, quando si lavora dentro ad una società come la nostra tutte le prospettive e i punti di vista vanno rettificati.
L’ambiente attorno a noi, ad esempio, è molto più freddo di quanto pensassi, specialmente verso la squadra. Questo mi dispiace molto per tutte le persone che operano nel Pinerolo, ma soprattutto per i ragazzi.

Quindi il fascino creatosi negli anni attorno al Pinerolo è sopravvalutato?
No, semplicemente le cose sono cambiate, il numero di squadre è aumentato e la nostra evidentemente non è più il massimo a cui aspirare. Il calcio nel suo complesso è cambiato in effetti, anche ad alti livelli.

I ragazzini che giocano oggi ad esempio sono più viziati rispetto al passato, e questo è dannoso per la loro crescita come calciatori e come uomini.

Ad alti livelli l’esempio non è affatto d’aiuto, una volta i calciatori lottavano di più in campo, i lottatori oggi sono rimasti molto pochi.

Come reputa la sua amministrazione rispetto alle precedenti?
Alcuni miei predecessori fecero autentici disastri, altri fecero bene ma costò loro molto, soprattutto in termini economici. Io sono in carica da due anni, ce l’ho messa tutta e sono soddisfatto dei risultati rispetto alla squadra a nostra disposizione.

E’ soddisfatto del risultato complessivo o si riferisce unicamente alla prima squadra?
Considerate le rose a disposizione di tutti i nostri allenatori.
Per quanto riguarda la prima squadra prevedo una salvezza tranquilla, dato anche il fatto che siamo a metà della classifica al momento.
Le altre nostre squadre si comportano molto bene. Del nostro settore giovanile tre squadre, i ragazzi del 1995, 1996 e 1997, si sono qualificate per le finali regionali; l’annata del 1998, invece, ha mancato l’obiettivo di un punto soltanto.

Qualche mese fa abbiamo parlato del vostro settore giovanile, lo prendete molto in considerazione?
Decisamente, abbiamo una rappresentativa per ogni fascia d’età e nella nostra prima squadra ci sono giocatori che arrivano dal settore giovanile, questo ci rende molto orgogliosi.

Progetti per il futuro?
Non so nulla, non so neanche se rimarrò come Presidente, dopo tanti anni il mondo del calcio comincia a pesarmi un po’, ci sono sempre molti problemi, e tutti molto simili.

La ringrazio molto, in bocca al lupo per tutto.