Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 

La protesta giovanile nel Pinerolese

Non solo contro la riforma

Mancano le prospettive: "Ci hanno rubato il futuro"

di A.D. 

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.1 - Gennaio 2011

   Anche i giovani di Pinerolo hanno partecipato alle manifestazioni studentesche di protesta che si sono svolte a livello nazionale. I partecipanti sono stati soprattutto ragazzi delle scuole medie superiori aggregati attorno al gruppo della propria scuola e ai rappresentanti d’istituto. L’istituto trainante della protesta pinerolese è stato il Liceo Porporato, i cui studenti hanno occupato i locali dormendovi anche di notte per circa 10 giorni e organizzato la marcia cittadina di protesta del 14 dicembre.

La protesta era legata alle vicende nazionali della legge Gelmini di riforma dell’università e del voto di fiducia al governo Berlusconi, ma esprimeva un disagio più profondo e diffuso, la mancanza di prospettiva futura. Infatti molti degli striscioni portati in piazza riportavano lo slogan "la crisi io non la pago".

La crisi economica che è esplosa in questi ultimi anni con l’insolvenza dei mutui è la crisi di una società opulenta degli adulti che si è costruita a debito ipotecando i destini delle future generazioni, che si troveranno a far fronte a questa massa enorme di debiti che toccherà inevitabilmente i loro destini, anzi già il loro presente con gli alti tassi di disoccupazione.

La protesta giovanile pinerolese e italiana, ma anche europea (vedasi la protesta degli studenti greci ed inglesi) ha alla base questo peccato originale di fondo che ha portato soprattutto in questi ultimi vent’anni a politiche economiche del consumo del "tutto e subito", anche a debito, senza pensare alle future generazioni, quindi ai giovani di oggi.

Questi nodi di fondo sono venuti al pettine con la crisi economica, dove ancora una volta a pagare sono stati i giovani con un alto tasso di disoccupazione giovanile e che li porterà domani a doversi pagare una quota integrativa per la pensione.

Una protesta quindi sacrosanta che a livello pinerolese ha coinvolto quasi esclusivamente i giovani delle superiori in quanto quelli universitari mancano di punti di aggregazione se non quelli dello svago del bar e del gruppo degli amici di fine settimana.

Occorre una politica giovanile, che incominci già con il sostegno alla famiglia con figli, che continui con la scuola, anche quella che prepara alla professione manuale, senza considerarla una scuola di serie B, e la scuola e l’università vengano concepite come luoghi di preparazione al futuro, dove stare il meno possibile e non luoghi di parcheggio giovanile (In Inghilterra ci si laurea a 21 anni, con possibilità di spendere presto le competenze acquisite. In Italia se va bene a 23 anni).

Quindi una politica scolastica che immetta prima nel mondo del lavoro e una politica giovanile che valorizzi le competenze e la creatività dei giovani.

Negli stessi giorni in cui i giovani italiani protestavano per le strade, in America la rivista Time indicava come persona dell’anno il ventiseienne Mark Zuckerberg che quando aveva 20 anni, insieme ad altri amici, ha inventato Facebook, che oggi ha un valore di mercato di 40 miliardi di dollari. Circa 35 anni prima un altro ventenne, Bill Gates nel suo garage inventava con altri amici la Microsoft. È solo la storia di due uomini a caso, di due ex giovani, che probabilmente hanno usufruito di politiche che hanno valorizzato la loro creatività ed ingegno, che li ha portati ad essere tra gli uomini più ricchi ed importanti nel mondo. Un’ultima cosa da dire è che i giovani non cercano solo lavoro, ma anche grandi sogni da realizzare. Oggi non manca solo il lavoro, mancano anche grandi mete da realizzare. Mancano grandi idealità e progettualità.

L’identità liquida, figlia della società liquida (degli adulti!) ha messo in crisi la progettualità di sé e le legittime attese che ne conseguono, che sono la concausa del malessere e della protesta giovanile.