Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Editoriale 

150 anni da ricordare

di Antonio Denanni

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.2 - Febbraio 2011

   La celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia è un invito a ripensare il patto fondativo che 150 anni fa ci ha fatto nazione. E se il caso anche a riaggiustarlo. Ma oltre agli aggiustamenti è necessario anche liberarsi dall’incultura, specie della nostra storia locale, e dalla faziosità e dall’odio distruttivo che a livello politico sta mettendo a repentaglio l’unità del paese.
   Ai più è praticamente sconosciuto, come afferma Seglie del Cesmap, il ruolo primario che ha avuto Pinerolo nella realizzazione del processo unitario, sia finanziando la spedizione del mille sia capeggiando i movimenti insurrezionali piemontesi.
   Per molti "via martiri del 21" ha qualcosa di enigmatico, di misterioso. Nel 1821 ebbero inizio i movimenti insurrezionali capeggiati a livello locale da Santorre di Santarosa e Guglielmo Moffa di Lisio.
   In quel periodo ebbe iniziò in Pinerolo, sull’onda di questo slancio ideale, anche un periodo di grande sviluppo economico ed edilizio: ponti, strade, ferrovie (la linea Torino-Pinerolo è inaugurata nel 1854) che facilitano la comunicazione e i commerci. La città acquisisce un nuovo assetto urbano.
   È il caso di dire che grandi idealità e grandi valori - come le grandi frontiere kennediane - vanno di pari passo con lo sviluppo e il progresso. È un insegnamento è una memoria di cui abbiamo un estremo bisogno oggi.
Antonio Denanni


                                                                              
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