Pinerolo Indialogo

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 Eventi 

I 150 anni dell'unità d'Italia

Il ruolo di primo piano di Pinerolo

«È stato uno dei punti di partenza verso i moti del Risorgimento»


di Francesca Noardo

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.2 - Febbraio 2011

  Sono in corso gli ultimi preparativi per le celebrazioni della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Al centro dell’evento, che avrà il suo clou il 17 marzo (data simbolo in cui 150 anni fa il re Vittorio Emanuele II assunse il titolo di re d’Italia), c’è l’invito a ripensare il patto fondativo che ci ha fatto nazione. Le varie iniziative attivate in tutta Italia hanno il fine di far rivivere alle generazioni odierne, specie quelle giovani, il clima, gli eventi e lo spessore culturale di quegli anni. Anche nel Pinerolese sono stati istituiti diversi comitati.

A Pinerolo se ne occupa l’associazione Cesmap, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica, di cui abbiamo intervistato il direttore, prof. Dario Seglie, che è pure direttore del Museo Civico di Archeologia e Antropologia.

«Sono stati ricostruiti gli eventi pinerolesi più importanti dell’epoca del Risorgimento - afferma Seglie -, riprendendo le fonti storiche, iconografiche e monumentali, che evidenziano come Pinerolo abbia avuto un ruolo di primo piano negli avvenimenti scatenanti i moti unitari. La maggior parte dei Pinerolesi è ignara della parte avuta dalla città nel processo unitario, ed è convinta che la nostra zona sia rimasta ai margini: invece è stata uno dei punti di partenza di un percorso che ha portato agli atti fondanti del Risorgimento».

Le Premesse Per capire gli eventi, bisogna afferrare il clima di quell’epoca. Siamo nel periodo della Restaurazione, che cancella in Italia e in Europa gran parte dell’ammodernamento sociale e delle innovazioni portate dall’epoca napoleonica, vero spartiacque tra l’epoca antica e la modernità. In questo periodo maturano gli ideali "giacobini" riassumibili in Liberté, Egalité, Fraternité!, che infiammano gli animi delle classi borghesi e di una parte dell’aristocrazia (in particolare le nuove leve che avevano frequentato le accademie napoleoniche).

Il frutto di questo fermento sono i noti (o troppo poco noti) MOTI del ’21. Più concretamente la richiesta al sovrano sabaudo di una Costituzione e la successiva unificazione dell’Italia, in modo da ridurre notevolmente l’influenza austriaca nel Lombardo–Veneto, allora molto presente, e scomoda.

I Protagonisti pinerolesi È da questo contesto che a Pinerolo nascono i primi movimenti, dove emergono alcuni personaggi, in primis le figure di: Guglielmo Moffa Di Lisio, che parlamenterà a Torino con il Principe Carlo Alberto per la concessione dello Statuto; Santorre di Santa Rosa, cadetto di cavalleria a Pinerolo e Roberto Pavia Di Scandaluzza, ufficiale di cavalleria a Pinerolo, nonchè capo della Carboneria Pinerolese, molto attiva, che appoggerà il movimento.

Reggeva allora il Regno di Sardegna, per conto del sovrano Carlo Felice, il nipote Carlo Alberto di Savoia - Carignano, formato alla scuola di guerra di Fontainbleu. Non era perciò estraneo agli ideali napoleonici.

I Fatti Il 10 Marzo 1821 da Pinerolo partono 300 cavalleggeri verso Alessandria. Fermatisi a Carmagnola emettono il primo proclama di richiesta della Costituzione; si dirigono poi verso Torino dove viene loro concessa da Carlo Alberto, che proclama inoltre ministro della guerra Santorre di Santa Rosa.

Quando il re Carlo Felice rientra da Modena revoca la Costituzione, e reprime la ribellione (anche con l’aiuto austriaco). Ne conseguono espatri, esili e impiccagioni, per lo meno in effigie.

Un’altro protagonista è il capo pinerolese della rivolta Demetrio Turinetti di Priero, Marchese fondiario della val Chisone, sposato e morto a Pinerolo. I suoi beni furono sequestrati fino al 1831, quando Carlo Alberto diventa re concedendo allo Stato sabaudo lo Statuto Albertino, in vigore fino al 1948 quando fu sostituito dalla nostra attuale, sudata, Costituzione.

Pinerolo si pregia così di festeggiare questo 190° anniversario, prendendo come data di partenza quel 10 marzo 1821, da cui sgorgheranno le vicende del Risorgimento, tra le cui file si contano anche due garibaldini pinerolesi, che proseguiranno fino all’Unità d’Italia, il 17 marzo1861.

Per questo a Pinerolo le celebrazioni cominceranno una settimana prima che nel resto d’Italia, il 10 marzo (12 per questioni logistiche), e continueranno fino al 17 marzo, data ufficiale delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, giorno che sarà, inoltre, festa nazionale.

Alle celebrazioni contribuiranno anche la Cavallerizza Caprilli e gli eredi dei 300 cavalleggeri che partirono da Pinerolo, ovvero il Reggimento del Nizza Cavalleria, presente a Pinerolo fin dalla sua fondazione nel 1690.