Pinerolo Indialogo

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  Arte&Architettura


Gentilezza e documenti di raro pregio

L'archivio storico di Pinerolo

di Francesca Noardo

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.2 - Febbraio 2011

Chi ha avuto a che fare con un progetto o una ricerca di architettura o altro non può fare a meno di consultare un archivio. E credo che chiunque l’abbia fatto può confermare la buonissima opinione che lascia l’Archivio Storico di Pinerolo.

Oggi l’archivio raccoglie una gran quantità di documenti, di notevole importanza, fino al XIV secolo, anche frutto dell’aggregazione di importanti archivi privati.

In primis, risalente al 1868, primo nucleo dell’attuale biblioteca, vi è la donazione di Alliaudi: circa 4000 libri, documenti d’archivio sulla storia di Pinerolo, tutti i suoi manoscritti. Succedono le donazioni Bernardi, Caffaro, etc.

Si aggiungono poi i libri rari derivanti dalla soppressione degli ordini religiosi, a suo tempo incorporati.

Importante la donazione "de Geneys", per il fondo Manoscritti e Libri rari e preziosi e numerosi sigilli. I De Geneys erano imparentati con altolocate famiglie inglesi, da cui le lettere ai sovrani del ‘600 e ‘700; furono poi Ministri del Regno di Sardegna, si può dunque immaginare l’importanza dei documenti nelle loro mani.

Il principale problema, come racconta il Direttore Gian Piero Casagrande (in foto), è la mancanza di spazio: i documenti con più di settant’anni dovrebbero confluire tutti nell’archivio, ma la saturazione degli attuali spazi non lo permette e oggi si fermano a fine ‘800 – inizio ‘900.

Altra questione è la conservazione dei locali, che al momento presentano puntuali degradi che se peggiorassero potrebbero mettere in pericolo parte della documentazione.

Il vasto materiale è gestito e messo a disposizione in modo esemplare.

Quando preparati al peggio si entra in un archivio, ci si aspetta di dover combattere strenuamente per carpire, quasi rubare, il maggior numero di informazioni, prima di pagare per il gran favore ed essere cacciati, sempre che non ci si scontri con autorizzazioni e altre richieste al limite dell’assurdo.

Prima occasione di stupore si ha quindi quando si viene accolti dal personale molto disponibile e molto preparato, che fornisce tutte le informazioni e documenti richiesti, aggiungendo sua sponte suggerimenti e approfondimenti. Secondo attimo di incredulità, quando chiedendo di consultare la cartografia, viene fornito un catalogo di fotografie ad alta risoluzione delle mappe in archivio, con relativa descrizione e viene offerto di caricarle direttamente su una chiavetta usb. Una parte delle mappe e dei catasti settecenteschi, con le valbe acquerellate, è stata fotografata una decina d’anni fa ed è ora a disposizione. Come spiega il Direttore, la cosa agevola molto le ricerche quando si cercano notizie riguardo alla propria casa.

Dulcis in fundo (non per essere veniali, ma in onore al diritto del cittadino di accessibilità e fruizione dei Beni Culturali Pubblici), tutto il materiale documentario è riproducibile gratuitamente, col solo vincolo di fornire successivamente all’archivio elaborati e pubblicazioni per cui viene utilizzato.