Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Nuvole sopra i venti 

L'agricoltura biologica

Dal passato i mezzi per salvare il futuro

di Fiammetta Bertotto

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.2 - Febbraio 2011

 Intrecciando lo sguardo con vari giornali, ho realizzato che fosse necessario riportare alla mente un tema importante come quello dell’ambiente. Del resto, il mondo, la natura, così come li conosciamo sono un’eredità giunta dalle popolazioni e dai comportamenti passati e così come li conosceremo o, almeno, così come si svilupperanno, sarà ovviamente conseguenza delle azioni di oggi.

Tra i vari argomenti, poi, che hanno a che fare con un tema tanto generale, soffermarci sullo sfruttamento delle risorse e del territorio agrario credo sia particolarmente congeniale al pinerolese, ricco di campi coltivati.

Innanzitutto, cosa s’intende per alimentazione sana e rispettosa dell’ambiente? Si tratta della "famigerata" agricoltura biologica la cui novità consiste fondamentalmente nel rifiuto sia dell’uso di sostanze chimiche di sintesi, che degli OGM (organismi geneticamente modificati) e nello sfruttamento di tecniche di coltivazione come, ad esempio, la rotazione delle colture. In tale apparentemente rivoluzionario procedimento, si riflette la sempre più pressante esigenza di "ristrutturare" il paesaggio agrario e l’ecosistema, sviluppando una singolare attenzione a pratiche in realtà tipiche delle società arcaiche e che, oggi, tornano rinnovate e vivificate per mezzo della memoria e della ricerca di un’etica specifica nella produzione e nel consumo.

Un documentario del 2009, Paesaggi del mondo Agricoltura, ecologia e futuro nel Pinerolese – Inverno, curato dai giovani Andrea Fenoglio e Dario Mometti (vincitori, tra l’altro, di un premio all’ultimo Torino Film Festival con l’opera Il popolo che manca) fa intuire che il problema ecologico è sentito anche e soprattutto dalle generazioni più recenti e, raccogliendo le esperienze di gestori di aziende agricole di Bibiana, Torre Pellice, Val Germanasca, Frossasco, Buriasco e Cumiana, fornisce un’idea chiara di come sul territorio pinerolese ci si stia muovendo ormai da anni nella direzione di un miglioramento e di una maggior attenzione all’ambiente, preoccupandosi di risolvere i danni ormai compiuti e di costruire comunità capaci di gestire problematiche e soluzioni su scala locale e globale.

Tuttavia, vi è un’altra faccia della medaglia, giacché, per quanto in tutto il Piemonte l’agricoltura biologica sia praticata su 40 mila ettari di coltivazioni e coinvolga oltre 2150 operatori, essa non è di fatto ancora così economicamente accessibile; secondo una recente indagine di Altroconsumo, infatti, i prodotti venduti in negozi bio arrivano a costare anche il 200% in più. Quindi, anche se la domanda di prodotti agroalimentari da parte dei consumatori cresce a ritmo veloce e costante, per ora il consumo effettivo di biologico si mantiene basso (in Italia viaggia intorno al solo 3% del mercato totale). Il motivo di questo sovrapprezzo è da ricercarsi nella quantità di prodotti, generalmente inferiore rispetto all’agricoltura convenzionata, e nel maggiore e più intensivo utilizzo di manodopera. Ci vorrà, quindi, probabilmente molto tempo prima che si riesca a rivoluzionare davvero l’ottica di produzione in un senso intrinsecamente eco sostenibile; in ogni caso, il sentiero è stato tracciato: non resta che aspettarne le evoluzioni.