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Dialogo tra generazioni

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 Sociale&Volontariato 

Amnesty International

Un impegno per la libertà e la giustizia

 

di Valentina Voglino

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.2 - Febbraio 2011

Dopo qualche puntatina locale, torniamo a parlare di una pagina di volontariato di grande respiro internazionale: Amnesty International, Organizzazione Mondiale per i Diritti dell’Umanità.

Nel 1961, l’avvocato inglese Peter Benenson lancia dalle colonne del quotidiano di Londra The Observer un "Appello per l’amnistia": il suo articolo, intitolato I prigionieri dimenticati, racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà. Due anni dopo, nel 1963, a Londra, viene creato il Segretariato Internazionale di Amnesty International.

L’anno dopo, Amnesty conta l’adozione della causa di 1367 prigionieri, 329 dei quali vengono successivamente rilasciati.

Da lì al Premio Nobel per la pace, il passo è breve: nel 1977, l’associazione, infatti, lo riceve per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo".

Negli anni 80 la svolta: Amnesty decide di estendere il proprio mandato anche ai rifugiati politici; mentre negli anni 90 allargherà il proprio impegno, mirandolo a promuovere tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, a combattere gli abusi commessi dai gruppi armati di opposizione e a includere tra i prigionieri di coscienza le persone imprigionate a causa del proprio orientamento sessuale. Sempre nello stesso periodo, decide di sviluppare il proprio lavoro sull’impatto delle relazioni economiche sui diritti umani e di intensificare le sue attività in favore dei difensori dei diritti umani e contro l’impunità.

Di fatto, ad oggi, l’associazione agisce per "prevenire e porre fine a gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell’ambito della propria opera di promozione di tutti i diritti umani".

Le campagne in atto sono molte, a partire da quella forse più famosa, contro la pena di morte, considerata una punizione crudele, inumana e degradante, abolita da ormai più della metà dei paesi del mondo. È certificato che non abbia effetto deterrente e, in più, viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta ad innocenti. Quanto basta per indignarsi e chiedere ad alta voce che tutto ciò finisca.

Grande merito riguardo all’abolizione della pena di morte, va ad Amnesty International, poiché, nel 1977, anno in cui partecipò alla Conferenza internazionale sulla pena di morte a Stoccolma, i paesi abolizionisti erano appena 16. Oggi, il numero dei paesi abolizionisti ha superato quello dei mantenitori, che sono 58.

Molte altre sono le iniziative intraprese da Amnesty: dalla campagna contro la violenza sulle donne, a quella sulle strategie fallimentari della "guerra al terrore" e il rispetto dei diritti umani.

Dal 1975 nasce ufficialmente la Sezione Italiana di Amnesty International. Nello specifico, a Pinerolo è attivo il Gruppo Giovani, contattabile all’indirizzo mail ai.piemonte@amnesty.it.

Si può contribuire alla causa in svariati modi: firmando gli appelli on line, acquistando le bomboniere o altri manufatti del mercato equo e solidale, o diventando soci.

Per ulteriori approfondimenti: www.amnesty.it.