Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Politica in Pinerolo

"Cronache" giovanili di politica in città

Il terremoto elettorale/2: la destra

di Emanuele Sacchetto

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.3 - Marzo 2011

   Squillo di trombe in casa sinistra. Il nemico è in vista. Giunge da destra, ben armato, compatto. Soprattutto giovane, il paladino Andrea Chiabrando nel suo viaggio ha preso con sé alleati forti. Strana ironia che proprio i grandi secessionisti, quelli del "tutti divisi siamo più forti" abbiano accettato di allearsi, unirsi. Ma certo, quando si tratta di vittorie gli ideali non contano, solo i numeri.

E dunque eccoci. Da destra stanno arrivando sotto le mura della roccaforte di sinistra. Gli arcieri di Covato Magno sono pronti. Anche se tra i Paladini Democratici ancora si pensa a una possibile alleanza (primarie o non primarie?). Ma non c’è tempo. Il nemico è alle porte. Ha un programma chiaro, dettagliato, che cambierà la nostra cittadella. Ma prima bisogna far la voce grossa. Bisogna far capire a tutti che loro sono quelli dei "fatti". Non importa che tipo di fatti. Conta solo che siano visibili e mirabili da tutti. Dunque ci vuole un po’ di sangue, fuoco e qualche testa mozzata. Solo così gli avversari capiranno che è guerra. Perché è guerra. Un conflitto elettorale. Ormai anche i giornali della cittadella lo sanno. E si sono schierati. Lanciano frecce nell’ombra, avvelenate. Vorrebbero aprire le porte ai "salvatori". Senza aver ancora liste definite già la peste elettorale dilaga. E ha già fatto i primi morti, innocenti.

Ma attenzione! C’è in vista qualcuno, da sinistra. Arrivano i Grillini, capeggiati dalla loro giovanissima quinta stella (maestra) Luca Salvai. Attaccano la roccaforte, anche loro, al grido "più trasparenza!". Si sono dati ben 5 stelle per le loro idee, togliendone una un po’ da ogni partito. La città è in preda al panico e alla confusione. Nessuno si schiera per paura di una pugnalata. Per ora si sono viste solo frecciatine, dardi vilipendiosi scagliati nell’ombra. Ma ora si aspettano delle idee. Non basta certo la politica politicante delle belle parole. Ma neanche quella azionista dei fatti senza pensiero. Ci vuole confronto! Ma per questo bisogna essere aperti, saper parlare liberamente e senza avvelenati insulti. Le idee arrivano solo se sono viste.

Spesso sono i più giovani a voler innovare. Ma i vecchi, i giovani li mandano a combattere per i loro "ideali". Non c’è tempo per ascoltarli. Bisogna uccidere il nemico. A ogni costo. E se per caso un vecchio si circonda di giovani per ascoltarne le idee e talvolta pure le realizza, egli viene bollato come il bonaccione ‘young’ e i giovani come i soliti raccomandati.

Questa è la campagna "elettorale" dei paladini del medioevo. Dove non c’era tempo per confronti diplomatici e al dialogo si preferiva la spada.
Ma non c’era neanche democrazia.
Oggi siamo nel 2011. Cosa è rimasto di spade e democrazia?