Pinerolo Indialogo

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 Eventi 

I punti di forza e di debolezza in un questionario

"Vivere Pinerolo"

Si vive bene, ma è una città "buia"; "manca qualcosa che la renda famosa"


di Francesca Noardo

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.4 - Aprile 2011

  "Vivere la città" è uno slogan che riassume in sé l’idea di uno spazio in cui si vive la propria identità, fatta di idealità e di relazioni, di storia e di emozioni.
Calando l’argomento nel locale con lo slogan "Vivere Pinerolo", non abbiamo potuto far a meno di sentire il parere di chi Pinerolo effettivamente la vive, per individuare i punti di forza e di debolezza condivisi. Per fare ciò è stato diffuso un questionario, perlopiù tramite facebook. Il mezzo certo rende parziali le risposte, che però, data l’omogeneità dei riscontri (nonostante la diversità di età e di condizioni), sono da considerare buone. E per questo meritevoli di attenzione.

ANGOLI PINEROLESI
"Piazza Fontana" risulta in assoluto la più gettonata come luogo di appuntamento, prima di trasferirsi in bar o pub; non a caso è il parcheggio più utilizzato e la quasi totalità di chi ha risposto arriva a Pinerolo in auto.
È interessante il caso del Centro Storico: il più frequentato, la zona che piace di più e allo stesso tempo la meno sfruttata in relazione alle potenzialità, a parere dei più.
Si gira poi per i Portici, il centro commerciale, piazza Facta, molto apprezzata, seconda solo al centro storico.
Può far pensare il fatto che, nonostante molti prediligano i parchi, la stragrande maggioranza ha risposto che mai si è recata al Parco Olimpico.
I gruppi Scout, per finire, frequentano chiese e parrocchie.

I TERMINI DI PARAGONE
Mete più ambite fuori Pinerolo? Torino al primo posto, perché più interessante, offre più "vita", iniziative e movimento di giovani. Quasi per le stesse ragioni a volte si preferisce Saluzzo: con una zona pedonale più appetibile, più luminosa e ricca di eventi culturali. Uscendo dalle città, molti amano la tranquillità e la bellezza delle valli e della montagna o dei parchi, anche per la possibilità di praticare sport.

GIUDIZI DEI PINEROLESI
Riguardo all’offerta pinerolese nei vari settori, i giudizi sono generalmente tra buono e sufficiente. Si considera insufficiente soprattutto l’offerta turistica, seguita dalla promozione di eventi (tra i quali vince per popolarità la Notte Bianca).
A parere unanimemente diffuso è assolutamente carente la pubblicità e l’informazione su ciò che a Pinerolo c’è e su quanto riguarda gli eventi, a furor di popolo potenziabili: non solo i grandi eventi organizzati dal Comune, ma anche singole iniziative di locali o singoli cittadini, a cui pare manchi appoggio e disponibilità a dar loro spazio. In particolare si chiede attenzione verso i giovani (18-35 anni), che al momento "fuggono" a Torino in cerca di fermento. Buona l’offerta di locali, ma si lamenta la scarsità di spazi per feste private, e intrattenimento.
Anche per gli aspetti culturali, la cui offerta è giudicata buona, si sente la mancanza di pubblicità: pieghevoli, depliant e manifesti sono un investimento che, tra gli altri, gioverebbe all’apprezzamento della nostra città. Insomma, si chiede di incuriosire, interessare e attrarre gente!
Migliorabile anche la viabilità: tanti accusano scarsità di parcheggi gratuiti e/o inefficienza (tratte, orari, prezzi) dei trasporti pubblici; anche estendibili (o migliorabili) piste ciclabili e zone pedonali.
Per quanto riguarda il verde si vorrebbero parchi anche lungo i fiumi e i canali, rendendoli maggiormente fruibili ed appetibili per chi voglia sfruttarli nel tempo libero o praticarvi sport.
L’offerta sportiva è comunque giudicata buona; si propone di sfruttare il parco olimpico per nuove strutture e introdurre campi comunali accessibili a tutti.
Infine, due ulteriori considerazioni che meritano riflessione sono il fatto che Pinerolo sia una città "buia" e che le manchi "qualcosa che ci rende famosi", forse indice dell’identità pinerolese che si va perdendo, e cui bisogna riportare l’attenzione.

Chi frequenta Pinerolo è conscio della sua bellezza e potenzialità, e per questo auspica i miglioramenti che si spera pervengano in un prossimo futuro.

 

 
Il successo di Piazza Facta

Piazza Facta deve la sua esistenza al riassetto urbanistico di Pinerolo dovuto alla demolizione delle fortificazioni di difesa, avvenuta dopo la seconda dominazione francese del tardo XVII secolo. Infatti, in luogo della chiesa di San Rocco, eretta a partire dal 1744, sorgeva uno dei bastioni della cinta muraria, e si dice che sotto di essa corrano ancora antichi cunicoli che legavano tra loro tutti i bastioni. Lo slargo verso Piazza Cavour risale invece agli anni ‘60 del XX secolo, anni in cui venne demolita la Caserma Serafino.

Intelligente l’intervento che ridisegnò l’edificio d’angolo di connessione tra le due piazze. Vi si riflettono i profili cittadini, la chiesa, le persone che vi transitano, le luci di Natale, i rumori del mercato. A migliorare ulteriormente la situazione, la più recente risistemazione del manto stradale e la creazione di una vasta zona integralmente pedonale, che ne ha fatto un luogo di ritrovo protetto dalle automobili, con accesso diretto sia ai parcheggi, sia all’intimità del centro storico, sia al passeggio dei portici.

Piazza Facta può oggi essere considerata la piazza principale di Pinerolo, non certo per le dimensioni, ma per questa funzione di luogo di ritrovo obbligato che porta un pubblico ogni giorno più ampio: le famiglie la domenica pomeriggio, i giovani il sabato sera o anche durante la settimana nei mesi più caldi, gli anziani ogni giorno con i nipoti più piccoli non ancora attratti dai giardinetti.

Come mai un simile successo? Le cause sono molteplici: senz’altro la sua posizione nel contesto urbano, forse il luogo più centrale tra gli attuali assi di transito pedonale e non della città: questo la rende la vetrina della città, prova ne sono i gazebo, le auto esposte, i banchetti delle varie organizzazioni che qui sanno di attirare l’attenzione. La possibilità di avere panchine, tante e non fisse, e un luogo sufficientemente protetto dal traffico automobilistico: questa peculiarità la contende con Piazzetta Verdi, dietro al Teatro Sociale, dove però le possibilità di seduta pubblica si riducono a due. Grazie a queste due caratteristiche prevalenti, diviene sede di tutte le manifestazioni che si svolgono in città. Michele F.Barale


Piazza S.Donato e il Centro storico

Varcare la soglia del centro storico significa rapportarsi con quanto di più stratificato una città possa raccontare: il suo evolversi, i suoi rapporti sociali, comunitari, sono tutti impressi dal primo all’ultimo con modalità differenti nei suoi edifici, nella loro disposizione, nelle relazioni che intessono tra loro e che non sempre siamo ancora in grado di rileggere.

Qualunque sia la via di volta in volta percorsa, ciascuna di esse nella Pinerolo del vecchio borgo conduce nello stesso luogo: Piazza San Donato. La piazza deve il suo nome attuale al santo protettore di Pinerolo a cui è dedicato il duomo, stupenda architettura medievale dal prospetto neogotico. Le sue linee guida sono chiaramente quelle medievaleggianti, tipiche del restauro italiano tardo ottocentesco, che tendevano a riportare alla luce passati e presunti fasti dell’Italia dei Comuni.

Come si vivono oggi questi luoghi? Gli interventi iniziati negli anni ’80 consentirono il recupero di questa parte della città, fortemente degradata sia sul profilo materico-strutturale, sia su quello sociale. Una realtà commerciale ancora più improntata ai generi di prima necessità: il settore alimentare vede ancora una forte componente, pressoché scomparsa nella zona dei portici oltre corso Torino. Minore la presenza del settore dell’abbigliamento. Facile trovare un bar durante il giorno, visto che tutto il basso centro storico ne è costellato.

Purtroppo, se l’offerta è più che soddisfacente durante il giorno, la sera si riduce a pochi luoghi: un paio di bar, che diventano il centro nodale del pre-serata dei giovani prima di andare in discoteca; poco oltre in via Trento alcuni locali che offrono serate al gusto di buona musica, non più di due gelaterie.

Il tutto, diurno e notturno, è strenuamente concentrato nel basso centro storico. Chiunque provi a salire verso San Maurizio, se di certo troverà luoghi tranquilli dove passare inosservati la serata col partner, non si impegni a cercare una sosta dove bere qualcosa godendosi lo splendido panorama che la collina può offrire: rimarrebbe a gola secca.
Michele F. Barale