Pinerolo Indialogo

MAGAZINE DI CULTURA E DI INFORMAZIONE LOCALE

 



Home page
Redazione
Contatti
Archivio
Album fotografico
Testate giornalistiche
Links utili
 
   

 


 




Dialogo tra generazioni

Home Page :: Indietro

 Primo piano 


La visita di Pinerolo con gli amici internazionali

My Pinerolo Citadina

«Nel centro storico ci addentriamo nelle viuzze»

di Francesca Costarelli 

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.4 - Aprile 2011

   Da quando sono tornata dall’Erasmus, tanti amici, veramente internazionali, sono venuti a trovarmi.
Sono sempre stata molto orgogliosa della città in cui sono nata e dopo un po’ di tentativi, credo di aver trovato il giusto mix per un perfetto tour da proporre ai giovani forestieri. Così la visita a Pinerolo City è diventata un must, a volte giovani canadesi, olandesi, macedoni, polacchi… ripartono senza aver visto Torino per mancanza di tempo, ma lo stesso soddisfatti con Pinerolo nel cuore.

Si inizia sempre con una colazione a base di cappuccino e brioche, raramente certe specialità si possono gustare fuori dall’Italia. Si punta dritti verso Piazza Fontana, e più precisamente verso le cabine telefoniche. Da che mi ricordo, ci si è sempre incontrati "alle cabine" prima di una serata, così si lasciano in piazza le auto in più e si chiacchiera sotto i viali aspettando i soliti ritardari. Poi ci muoviamo verso il centro storico passando di fronte al Comune sul quale faccio notare le finestre che stilizzano una M di mussoliniana memoria. E finalmente, ci addentriamo nel centro storico, passeggiamo di fronte al retro del Teatro Sociale e arriviamo in Piazza Facta a cui si affaccia la Casa del Gallo. Alcuni rimangono stupiti per l’accostamento della modernità con gli edifici storici e solitamente, un po’ in contrasto con l’idea dominante in città, apprezzano.

Oltrepassiamo Piazza del Duomo, percepita come un vero gioiellino, e ci addentriamo nelle viuzze che portano alla Scala Santa. Lo stupore si dipinge sui volti dei miei amici quando racconto loro che, un tempo non troppo lontano, le processioni religiose che passavano su questa scala vedevano i credenti procedere in ginocchio su queste pietre per espiare i peccati e fare penitenza. A volte li prendo in giro dicendo che è per questo che i gradoni hanno una leggera inclinazione nella parte centrale e a volte ci cascano!

Arriviamo all’entrata del Pecora, un giardinetto conosciuto dai più giovani per venire a (far finta di) studiare e a fumare le prime sigarette potendo tossire indisturbati. In questo si fa concorrenza con il giardinetto che sorge dalla parte opposta del Tribunale, conosciuto come il Napoli, chissà poi perchè.

Ci affacciamo su Via Principi d’Acaja e mostro Palazzo del Senato, una meraviglia dopo la faticaccia della salita. Arriviamo al pozzo e, salendo ancora alcuni gradini, ci ritroviamo di fronte a Palazzo degli Acaja, dove sostiamo per aver il tempo di raccontare del soggiorno pinerolese della Maschera di Ferro.

Infine arriviamo a San Maurizio. Qui tutti ci siamo scambiati il primo bacio… ricordo ancora il pezzo di muretto su cui ero seduta quando il primo amore si dichiarò… Taccio e lascio parlare il panorama che si estende tutto intorno.

In conclusione, quando c’è tempo e i miei ospiti sono particolarmente golosi, non faccio mancare un gelato e un assaggio di torta Zurigo, una vera galuperie!