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 Eventi 

Rassegna jazz tra il saluzzese e il pinerolese

Jazz Visions 2011


di Giulia Antonucci

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.5 - Maggio 2011

   È partita da Bricherasio il 9 aprile la 2a rassegna di Jazz Visions, che approderà a Bagnolo Piemonte il 14 maggio, ad Osasco il 18 giugno e a Saluzzo il 16 luglio. Su questa iniziativa, che tanto successo ha avuto l’anno scorso, abbiamo sentito il direttore artistico Luigi Martinale, che è anche anima del suo gruppo Luigi Martinale Sextet

Siamo alla seconda rassegna di JazzVisions. Cosa significa portare il jazz in provincia?
E’ stata una scommessa: il tutto è iniziato un anno fa da un’idea mia e di un mio amico, che è presidente di un’associazione culturale a Barge.
Abbiamo iniziato a cercare contatti e sostenitori e il successo dello scorso anno è stato oltre le nostre previsioni: al concerto di Saluzzo si sono presentate circa 500 persone, a Cavour 350 e nei teatri da 200 a 250 persone.

Nella sessione di JazzVisions vi è anche un settore fotografia: qual è il significato?
Tutti i concerti sono seguiti da alcuni fotografi, con lo scopo di realizzare una mostra per ogni concerto: questo è stato creato per fare in modo che vi sia una continuità visiva dei concerti.
Per la realizzazione si sono dovuti unire più collaboratori, che hanno curato il sito jazzvision.it con una galleria fotografica. È il nostro modo di unire le varie arti e lasciare una testimonianza, una traccia.
Le nostre mostre fotografiche in programma sono:
dal 9 al 23 aprile – Salone Polivalente | Bricherasio
14 maggio Teatro Silvio Pellico / 16 -28 maggio 2011 – Palazzo Comunale | Bagnolo Piemonte
18 giugno Piazza resistenza / 20 giugno – 4 luglio 2011 – Palazzo Comunale | Osasco 
dal 16 al 30 luglio 2011 – Fondazione Amleto Bertoni | Saluzzo

Per organizzare una rassegna come questa occorrono molti fondi? Chi sono i finanziatori?
Purtroppo anche noi abbiamo subito i "tagli": le istituzioni pubbliche, dunque i comuni e la regione, hanno avuto delle difficoltà. Siamo riusciti però a trovare l’aiuto dei privati.

Il jazz è una musica un po’ marginale rispetto al grande pubblico, specie giovanile, perchè?
Il jazz è un genere di musica quasi esoterica, difficile da comprendere specie per i giovani. I gusti musicali dei giovani sono determinati dal messaggio televisivo, il jazz in televisione non esiste più.
Vedere il jazz è molto importante, il gesto del jazz è un’esperienza significativa.
Il pubblico che ha partecipato ai nostri concerti non era esperto, ma è rimasto molto contento.

Lei, oltre che direttore artistico, è anche jazzista con un suo gruppo. Che cos’è per lei il jazz: una passione, una professione...?
Io ho iniziato a suonare all’età di 8 anni: per me ormai la musica jazz è più di una passione: è esistenza!

Quest’anno c’è qualche novità o qualcosa di particolare?
Quest’anno è stato organizzato un Workshop fotografico a cura di Pino Ninfa: "Come un racconto chiamato Jazz", a Saluzzo il 15-16-17 Luglio 2011.
Gli iscritti al workshop si ritrovano il venerdì pomeriggio per stabilire il piano di lavoro e prendere conoscenza della realtà musicale e urbanisticoambientale della città che li ospita. Il sabato è dedicato alle riprese del contesto urbano e del concerto serale. La domenica mattina è dedicata al confronto dei risultati ottenuti.
Pino Ninfa sviluppa progetti, sul territorio nazionale e internazionale, legati allo spettacolo e al reportage.
Un’altra importante novità è la collaborazione con Enfants du Jazz, Festival che si svolge a Barcelonnette, in Haute Provence, che quest’anno conta la 17° edizione, legato al seminario didattico che raduna giovani musicisti da tutta la Francia.