Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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Intervista a Piero Andrea Martina

Quanto è difficile fare teatro!

di Michele Barbero

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.5 - Maggio 2011

   Intervista a Piero Andrea Martina, della compagnia teatrale pinerolese "I Fuori di Teatro".

Com’è nata l’idea di mettere su una compagnia teatrale?
Tutto è cominciato in terza superiore. La mia classe, del liceo classico Porporato di Pinerolo, ha messo in piedi e proposto alla scuola un rifacimento dei "Fratelli" di Terenzio. Negli anni successivi abbiamo continuato con questa attività, e nel 2008 ci siamo costituiti come compagnia amatoriale. Nel frattempo abbiamo frequentato (e frequentiamo periodicamente tuttora) alcuni corsi di recitazione, indispensabili per migliorare in maniera significativa dal punto di vista tecnico.

Quant’è difficile la vita di una compagnia come la vostra?
Parecchio. In generale, il teatro non sta certo attraversando una stagione di floridezza in Italia. Più nello specifico, al di là delle grandi compagnie, quelle amatoriali come la nostra hanno qualche possibilità solo se ripropongono i grandi classici, come Goldoni e Pirandello, o se puntano sul folkloristico: è il caso delle filodrammatiche che recitano in dialetto. Al di fuori di questi due ambiti, lo spazio è davvero poco. Inoltre, affittare i teatri per le serate costa moltissimo. La tariffa del Sociale di Pinerolo, per esempio, è di 1600 euro al giorno.
Di fronte a tutte queste difficoltà pratiche ed economiche, le attività culturali giovanili faticano a restare in piedi, e si ha a volte la sensazione di essere lasciati un po’ da soli. Per questo motivo abbiamo accolto con grande piacere, due anni fa, l’invito a partecipare alla nota iniziativa culturale pinerolese "Pensieri in Piazza": in quell’occasione abbiamo potuto recitare proprio al Teatro Sociale, struttura altrimenti al di sopra delle nostre disponibilità finanziarie, e al Selve di Vigone. Altra risorsa importante è la sala "Italo Tajo", dove infatti abbiamo già recitato, e in cui torneremo a metà maggio con lo spettacolo "Congedando Godò". Anzi, chiederemo al Comune di poter avere in futuro un ruolo più esteso nella gestione della struttura.

Ci sono altri appuntamenti in programma?
A parte lo spettacolo cui accennavo, non c’è per il momento nulla di definitivo. È probabile però che a partire da settembre proporremo un’antologia del nostro repertorio ("Famiglia Bastarda", "A Teatro è diverso", "Chi ha paura dell’ispettore" e "Congedando Godò") al teatro "Il Mulino" di Piossasco. Nonostante tutto, qualcosa si sta quindi muovendo: speriamo davvero che nei prossimi mesi troveremo con un po’ più di facilità i canali per offrire al pubblico il frutto del nostro lavoro (duro) e della nostra passione.