Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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Fine anno scolastico

La festa nelle vene

di A.D.

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.6 - Giugno 2011

   È ormai tradizione nel Pinerolese concludere l’anno scolastico nella ritualità della festa. Un evento che coinvolge diverse scuole medie superiori di Pinerolo e qualche migliaio di giovani.

Ha incominciato il Liceo Porporato fin dal 2007 con la "Festa dei maturandi", organizzata dalla redazione del giornale scolastico "Onda d’urto". Poi sono seguite con formule diverse le feste del Liceo Curie (a Villar Pellice) e del Buniva (a Macello). A queste, che coinvolgono studenti e insegnanti, e che in qualche modo ritualizzano la conclusione festosa di un ciclo di studi, si aggiungono quelle organizzate in proprio da gruppi di giovani per puro gusto festaiolo, come il "Ballo della scuola" (studenti del Porporato) o "Miss Licei", giunta quest’anno alla sua decima edizione.

Sono tutte feste che in qualche modo vogliono raccontare la gioia della vita e di una esperienza vissuta, come ha scritto una giovane studentessa sulla sua festa di maturità: «Ieri sera ho ballato l’ultimo tango dei miei anni da liceale: è stato struggente, violento, ma anche estremamente dolce e maledettamente bello...sulle note della festa ho ballato stretta ai miei momenti più tristi e gioiosi trascorsi sui banchi di scuola. Ogni passo un’immagine, ogni movimento un ricordo. Ho danzato tra le soddisfazioni e delusioni di questi cinque anni. Il mio ballerino aveva mille volti, la sua voce era una sfumatura di tonalità. Mi ha parlato di quando ho varcato la soglia del Porporato per la prima volta, dell’insicurezza e delle aspettative che avevo con me quel giorno. Mi ha ricordato tutte le lotte combattute, le battaglie vinte e quelle perse che mi hanno fatto crescere. Rideva parlandomi di tutte le belle persone incontrate che mi hanno regalato tante risate e momenti di pura ilarità. A volte accennava appena un sorriso e io in quei momenti sapevo che era orgoglioso di me e lo sono anch’io perché sono riuscita a trovare il mio carattere, la mia identità e le mie idee che neanche la maturità, che porrà la parola fine a questo lungo viaggio, potrà portarmi via.
Un ultimo casqué e la musica è finita, il mio ballerino si è subito allontanato...mi sembra ancora di vederlo, camminava senza voltarsi portandosi via la mia vita da liceale, ma prima di andarsene mi ha lasciato una cosa: la rosa che portava all’occhiello, l’essenza più dolce di questi cinque anni trascorsi al liceo».
Beatrice, Onda d’urto, giugno 2010