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 Eventi 

Un'estate tra feste e musei

Il territorio alpino e 
la cultura delle sue genti


di Marianna Bertolino

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.7 - Luglio 2011

   In montagna in questi anni oltre a un turismo di svago e di relax è avanzato anche un turismo attento alle tradizioni, agli antichi mestieri e alle tipicità culinarie: un turismo culturale che fa rivivere la "vita di un tempo".

Un po’ ovunque sono sorti musei etnografici della vita contadina, ecomusei, centri di documentazione e l’estate è il periodo migliore per riproporre le feste del calendario tradizionale di queste comunità.

Le valli Chisone, Germanasca e Pellice, per le peculiarità storiche che le caratterizzano, offrono al visitatore un ricco apparato museale e festivo. Qui di seguito alcune informazioni ed appuntamenti.

Gli ecomusei, la cui formula nasce in Francia negli anni Settanta del Novecento, si ripropongono quale luogo, non solo fisico ma soprattutto pensato, in cui la comunità riscopre se stessa attraverso la riscoperta del proprio territorio. Nelle nostre Valli gli ecomusei presenti ripropongono soprattutto alcuni mestieri che hanno supportato l’economia locale. Scopriminiera, in Val Germanasca, offre una discesa nella miniera di talco di Prali, alla scoperta della vita quotidiana dei minatori. L’ecomuseo Crumière, a Villar Pellice, prende il nome dal feltrificio che sin da inizio Novecento ha supportato la già avviata e prestigiosa industria tessile. Si possono poi ancora citare l’ecomuseo della Carbonaia, un percorso che dalla località del Talucco giunge fino al Comune di Frossasco, l’ecomuseo della pietra a Luserna San Giovanni e quello delle attività industriali a Perosa Argentina, nato con l’intento di patrimonializzare le conoscenze e le testimonianze dei lavoratori delle fabbriche presenti in Valle Chisone.

Parimenti degni di nota sono i numerosi musei etnografici che costellano il territorio alpino, nati spesso dalla volontà individuale di conservare le testimonianze materiali della civiltà contadina quali manufatti, attrezzi del lavoro, mobili e costumi e per tramandare il ricco apparato di conoscenze riguardanti la vita e i lavori di un tempo. La visita in uno di questi musei, dove spesso chi accompagna è anche colui che ha dato vita al museo nonché il detentore di questi saperi tradizionali, può rivelarsi una vera e propria esperienza di crescita.

Infine, occorre citare il sistema eco-storico del Centro Culturale Valdese, che offre un percorso di conoscenza dei luoghi valdesi, approfondendo le vicende storiche che sin dal Medioevo hanno interessato questo popolo attraverso i vari musei dislocati nelle tre Valli.

La casa degli Escartons "Alex Berton", in frazione Rivet a Pragelato, offre invece la possibilità di conoscere la storia della Repubblica degli Escartons, che a partire dal 1300 ha ricompreso alcuni territori tra Francia e Italia e di cui l’Alta Valle Chisone ha fatto parte fino al 1713.

Passando ora ai momenti di aggregazione, a fare da padrona durante l’estate è la festa, tradotta in diverse modalità, dalla sagra paesana che esalta il prodotto tipico alle mascherate che un tempo si svolgevano nel periodo di Carnevale fino alle recenti rievocazioni storiche.

Sicuramente il Bal do sabre di Fenestrelle, ricorrenza celebrata negli ultimi tempi il 25 agosto, giorno del santo patrono Luigi IX, è un appuntamento da non perdere: durante la giornata, che inizia con la Santa Messa, gli spadonari in costume ripropongono l’antica danza a catena di ascendenza tedesca, legata ai riti di fertilità e del raccolto che si svolgevano sul finir dell’inverno.

Oltre alle feste, da qualche tempo la dimensione comunitaria si ripresenta anche nelle vijà, o vëlhâ utilizzando il patouà, le veglie serali un tempo momento di educazione e di aggregazione durante i lunghi mesi invernali, oggi occasione per tramandare antiche leggende, aneddoti e storie e per ascoltare il suono della ghironda, lo strumento musicale a corde della tradizione occitana.

Altra modalità sono le rievocazioni storiche, aumentate di numero negli ultimi decenni, dove la riproposta di fatti storici, o presunti tali, è l’espediente per sfilate in costume ed occasione per far conoscere le tipicità enogastronomiche dei luoghi.

Sul finire dell’estate si svolge a Perosa Argentina la rievocazione "Poggio Oddone, terra di confine", dall’antico nome dell’insediamento, un tempo in mano ai francesi e restituito ai Savoia nel 1574. Strettamente legato alla festa è la presentazione e commercializzazione del Plaisentif, antico formaggio detto "delle viole" in quanto ottenuto dal latte di primo pascolo, quando nei prati fiorisce questo fiore. Per chi non avesse tempo di aspettare a degustare tale prelibatezza, il Sentiero delle Viole è un piacevole cammino che parte dal borgo di Usseaux e tocca i vari alpeggi in quota alla scoperta dei produttori locali, un modo diverso per gustare prodotti a Km 0 e per avvicinarsi al patrimonio gastronomico del territorio.

Come si avrà avuto modo di capire, la montagna è più viva che mai: sta a noi sforzarci di conoscerla.