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Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 

Musica africana

Magatte Dieng e i Lamp Fall

di Mario Rivoiro
Blind Luck Records

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.7 - Luglio 2011

 

   Magatte Dieng è uno dei più significativi musicisti senegalesi attivi in Italia.
Nato a Dakar nel 1983, inizia a suonare giovanissimo nella formazione di suo padre, primo batterista di Youssou ‘Ndour, cantante senegalese di fama internazionale.
Con il gruppo "Les Jeunes griot de Louga" collabora nel 2000 ad un progetto per i bambini orfani organizzati da S.O.S.
Con il gruppo Ngalam partecipa al festival Canilaia in Gambia vincendo il premio come miglior musicista tradizionale e suonatore di Sabar (strumento tipico senegalese). Dal 2001 al 2004 con il Gruppo di Louga fa un tour in diversi stati africani.
In Italia dal 2006, Magatte Dieng canta, suona e danza con l’Orchestra di Porta Palazzo, big band multietnica, e con i Lamp Fall, gruppo di griot del Senegal che ripropongono la loro musica tradizionale. Inoltre insegna danza e percussioni e cura laboratori per i bambini in numerose scuole della provincia di Torino.

Magatte Dieng lo abbiamo sentito per un’intervista. Con il gruppo dei Lamp Fall sarà in giro per una tournèe.

Cosa vuol dire in wolof lamp fall?
Lamp é la luce e fall è il nome di Cheick Ibra Fall.

Chi è costui?
È un discendente di Selin Touba, il morid più importante dell’ultimo secolo in Senegal.

Di cosa parlano le tue canzoni?
Di pace, amore e religione. Tutto ciò in chiave e con suoni senegalesi, mescolati con una buona dose di altri generi musicali.

Il tuo quindi si può definire cross over?
In parte sì, ma la matrice rimane sempre senegalese.

Avete in cantiere un album?
Ancora no, ma per la fine dell’anno lo pubblicheremo. Su internet comunque si può già ascoltare qualcosa.

Visto il momento storico credi che la musica possa essere ancora uno strumento di rivoluzione culturale?
Io credo che sia una buona arma se si può utilizzare questo termine ed é un ottimo modo per integrarsi e far conoscere altre culture.

Ringrazio Magatte e gli auguro di cuore che il suo messaggio di pace e di rivoluzione culturale possa passare attraverso un mezzo così bello come la musica.