Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Giovani e Lavoro 

Francesca Costarelli e la sua rete pinerolese

InMoTis per creare eventi

di G.C.

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.9 - Settembre 2011

   Finalmente InMoTiS! Una nuova realtà lavorativa nel pinerolese. Già la notizia di per sè porta a rallegrarsi, se ci aggiungiamo poi che è una scommessa giocata da giovani e si svolge in ambito creativo oltre ai rallegramenti dobbiamo aggiungere almeno i nostri auguri e il nostro compiacimento per l’inizio di questa impresa.

L’iniziativa di InMoTiS è patrocinata nello start up dal bando InventaLAVORO 2011 del Comune di Pinerolo, ma è da qualche tempo che la struttura ideata dalla giovane pinerolese Francesca Costarelli e dai suoi accoliti, scalda i motori in zona e non solo. L’occasione del bando ha fatto il resto e con qualche sicurezza economica in più, in questo momento, in cui solo pazzi visionari o attente formichine hanno il coraggio di uscire allo scoperto con idee che possono smontare un po’ la crisi in cui ci sentiamo sprofondati, l’iniziativa è partita.

L’idea su cui si basa InMoTiS è relativamente semplice: "chiunque può concepire e pensare un evento, non tutti possono realizzarlo". Semplice, realistico e per certi versi giustamente sfrontato come incipit.

«In concreto - sostiene Francesca Costarelli - InMoTiS vuole essere un gruppo di lavoro, un’equipe di professionisti della progettazione e gestione di eventi culturali e sociali negli ambiti museale, delle performing arts, teatro, musica e di interventi culturali in genere». Nasce con lo scopo di accomunare esperienze e conoscenze differenziate e proporle all’interno di un progetto unitario, completo.

«L’intento è quello di creare una struttura snella, un’agenzia di operatori culturali, che possa servire da supporto nella pianificazione e allestimento di qualsiasi situazione culturale. Una rete di professionisti coordinata da un cultural manager, nucleo centrale costantemente operativo, che mette in relazione i clienti con i componenti della rete». La caratteristica principale, dunque, è che il team non è stabile, ma si forma ogni volta in base alle esigenze del committente. In questo modo InMoTiS è una struttura snella ed economicamente sostenibile.

Inoltre, la rete così costituita, garantisce un continuo scambio di idee tra le varie competenze e un costante aggiornamento dei modi operandi.

Costarelli ci tiene a sottolineare altri tre punti di particolare interesse. Il primo è l’attenzione ai giovani che si affacciano al "dietro le quinte" della cultura: «InMoTiS ha l’ambizione di diventare un incubatore di sperimentazione e formazione. Ogni professionista supporta ed è affiancato da un giovane. In questo modo, si dà la possibilità agli studenti, ai giovani disoccupati, a chi vuole cimentarsi in questo lavoro, di essere affiancati da un esperto sul campo. In questo modo la qualità e la professionalità vengono salvaguardate e il giovane studente ha la possibilità di lavorare direttamente sul campo e collaborare a eventi a cui non sarebbe riuscito a partecipare in quanto ancora inesperto». Il secondo è il saper essere provocatore di circoli virtuosi: «InMoTiS per la maggior parte dei componenti si configura come collaborazioni estemporanee, un secondo lavoro. Ecco perché è possibile far risparmiare ulteriormente i clienti ottenendo anche una miglior qualità: ogni professionista ha i suoi contatti privilegiati nel proprio campo e, dunque, all’occorrenza ogni singolo componente può innescare circoli virtuosi creando nuove reti che mettono in comunicazione il committente con aziende e servizi specifici presenti sul territorio». L’ultimo, ma non in importanza, è il ruolo di facilitatore culturale: «il compito di strutture come InMoTiS è anche quella dell’impresa sociale, cioè di mettere in relazione enti e realtà che fanno fatica a "fare rete". Il facilitatore crea risparmio di energie, tempo, risorse economiche perchè sintetizza il meglio da diverse esperienze».

Insomma, il progetto è buono, non ci resta che vedere il gruppo all’opera.