Pinerolo Indialogo

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Dialogo tra generazioni

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 Primo piano 


Visitare la città/1

Percorri e vivi la città

di Marianna Bertolino e Francesca Costarelli

Pinerolo Indialogo - Anno 2 - N.9 - Settembre 2011

In occasione dell’Artigianato, la rassegna che ogni anno raduna nelle vie del centro storico di Pinerolo l’eccellenza artigiana locale, vi proponiamo un insolito percorso all’insegna dei cinque sensi.

Parti da piazza Luigi Facta, dove potrai rifocillarti con un gelato alla Veneta, una delle prime gelaterie della città, che vanta più di 130 anni d’esperienza e di qualità. Da qui, dopo l’introduzione dell’illuminazione a gas nel 1856, partivano i lampionai che avevano il compito di accendere tutti i lampioni delle vie cittadine con una lunga asta accesa, prima che questa si spegnesse. Inoltre, nei primi anni del secolo scorso, vi erano bancarelle di scarpe, canovacci, acciughe mentre nell’adiacente via Savoia si commercializzavano le uova e la carne.

Passa davanti alla Casa del Gallo, l’edificio completamente ristrutturato in vetro. La modernità della struttura, che in un primo momento ha lasciato perplessi i pinerolesi, riflette i palazzi circostanti e la Chiesa di San Rocco del 1744 e attualmente accoglie negozi di griffe, uffici e un sushi bar.

Continuando per via Savoia non perderti una visita alla Galleria d’arte Losano che periodicamente ospita collezioni e mostre molto interessanti, tra le ultime le foto di Lionello Gennero su uno spettacolo teatrale che coinvolse le città di Pinerolo, Piossasco e Avigliana negli anni ‘70.

Dopodiché, se sei interessato alla vita notturna, troverai nel cocktail bar Pepe Nero di che divertirti.

Prima di arrivare in piazza San Donato, dai un’occhiata alla moderna targa commemorativa in via della Parrocchiale, che rimanda ad un’epigrafe sullo stesso edificio, dove si legge ancora "rétabli pour le tremblement de terre", in ricordo di un terremoto che toccò Pinerolo e il Pinerolese. Era il 2 aprile 1808 e le cronache di allora parlarono di un "grande disastro pel Piemonte". Il terremoto interessò l’Alta Val Pellice e fu sentito fino a Barge e Paesana. I danni stimati ammontarono a 1000 franchi.

Ben arrivato in piazza San Donato! Qui si trovano numerose curiosità storiche, culturali e culinarie.

La Sindone. Uno dei dipinti della Sindone - se ne ritrovano altri sulle pareti di alcuni edifici storici della città - è posto nella lunetta del portale destro del Duomo. Seppur non accertata da fonti scritte, si tramanda che nel 1478 ebbe luogo la prima ostensione del sacro lino, per volere degli allora proprietari, i Savoia.

Lapide di Silvio Pellico. Silvio Pellico, nativo di Saluzzo, giunse a Pinerolo all’età di quattro anni dove risiedette fino al 1799, anno in cui si trasferì a Torino. La targa appare nella facciata di casa Majneri visibile dalla piazza.

Pinerolo e il Chisone sono protagonisti di una sua cantica giovanile in versi sciolti intitolata Tancreda, dove si narra, non senza qualche rimando autobiografico, dell’amore cortese del giovane Eudo per una ragazza del posto di nome Tancreda.

Campanile mozzo. Il campanile della cattedrale di Pinerolo dedicata al Santo patrono Donato è noto come cioché moch, ovvero campanile mozzo, data la sua architettura non proprio longilinea. La costruzione è infatti rimasta incompiuta probabilmente per non competere con l’altezza del campanile di San Maurizio. Non vi è traccia del sotterraneo che, a detta dello storico Quirino Trivero, avrebbe ospitato il misterioso personaggio della Maschera di Ferro.