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Pinerolo Indialogo Ottobre 2013

Dialogo tra generazioni

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 Officine del suono 


Musica emergente

Al Ard


di Demis Pascal

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.10 - Ottobre 2013

 

   La nostra recensione di questo mese si addentra nei meandri più oscuri della musica. Musica che si ascolta di notte, musica che fa paura.

Nati nell’Ottobre del 2011, tutti siciliani ma residenti a Torino e Pavia, gli Al Ard suonano industrial black metal con inserti di dubstep and drum’n’bass. Questa mistura nasce dal background black metal del gruppo e una forte propensione alla musica elettronica. La dnb, con i suoi tempi veloci, produce un accoppiamento brutale con le composizioni black metal, mentre la dubstep rincara la dose nei rallentamenti. Il risultato, al di là dei generi, è violento e d’impatto. I membri del gruppo hanno in passato suonato con varie band siciliane di black metal e industrial. Al momento gli Al Ard stanno finendo le registrazioni dei pezzi del loro primo album, che probabilmente vedrà la luce nel 2014 e che è preceduto dal promo del quale parleremo a breve.

Il disco si apre con la tagliente For a Hint of Divinity dove gli AlArd mettono a frutto il meglio della musica che li ha influenzati. Le ritmiche e le sonorità sono quelle dei capisaldi del black metal scandinavo con chitarre molto veloci ma cadenzate e distorsioni importanti.

 

A fare da tappeto al tutto la drum machine in modalità doppio pedale che rende la song, se possibile, ancora più arrabbiata.

A smorzare un po’ la tensione ci pensano degli intensi intrecci melodici che strizzano gli occhi ai leggendari Dimmu Borgir con intense orchestrazioni.

La seconda traccia si intitola P.P.P. e si apre con un lungo intro fatto di suoni striduli e glaciali.

La suite continua poi sui canoni del black metal ma intelligentemente ed abilmente intervallata da intensi break intrisi di sintetici suoni dubstep che creano l’attesa per la successiva scarica di adrenalina ma senza mai abbassare la tensione musicale del pezzo. A completare l’opera magistrali bridge sinfonici che riportano, ma solo per poco, la calma nell’ascoltatore.

Il promo si conclude con Strange old practice. Un brano molto strutturato che si apre con una lunga intro che strizza l’occhio alle band storiche della Cold Meat Industry per poi aggrovigliarsi in una cascata di suoni elettronici che riprendono le fila del disco con ritmo e cadenza.

In conclusione da grande amante del metal quale sono, e da grande amante del black non posso fare altro che un plauso all’esperimento di questi tre geniali musicisti.

Sperando di vederli presto live vi rimando al loro spazio on-line nel quale è possibile ascoltare il promo: https://soundcloud.com/al-ard.