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Pinerolo Indialogo

Novembre 2013


Dialogo tra generazioni

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 Arte & Architettura 



Via Principi d'Acaja come la vorrei
Tra innovazione e conservazione, lo studio di un'architettura di restauro

di Aldo Martellotto

Pinerolo Indialogo - Anno 4 - N.11 - Novembre 2013

   Giovedì 25 ottobre Aldo Martellotto ha presentato a Serate di Laurea la sua tesi di laurea in Architettura  sul recupero di via Principi d’Acaja (si veda la recensione in altra pagina). In una situazione di totale mancanza di idee per la città il progetto del giovane architetto del restauro, che qui riassume in breve, offre più di uno stimolo di ideazione e di progettualità (A.D.)

Nello scegliere l’argomento della mia tesi di Laurea Magistrale in Architettura per il progetto sostenibile non ho avuto dubbi. Essendo da sempre interessato alle tematiche del restauro architettonico e urbano, ed essendo Pinerolo la mia città natale, ho deciso quindi di svolgere l’elaborato finale del percorso universitario, su suggerimento del relatore, sulla via Principi d’Acaja di Pinerolo.

Su quest’ultima, in passato, sono già state svolte alcune tesi, principalmente riguardanti i due "simboli" della via, ossia la Casa del Vicario e il Palazzo del Senato, ma è sempre mancata una visione d’insieme della via, una trattazione complessiva anche dell’intorno e delle potenzialità dell’isolato.

Il titolo della Tesi di Laurea svolta è "Pinerolo, via Principi d’Acaja: rilettura di un brano urbano tra conservazione ed innovazione". Questo titolo pone in evidenza i due aspetti principali del lavoro svolto: la conservazione e l’innovazione, così diversi, eppure strettamente collegati. Non avrebbe infatti avuto senso progettare delle soluzioni moderne e innovative di rifunzionalizzazione degli spazi urbani presenti (l’innovazione) senza considerare l’immediato intorno e lo stato di conservazione in cui si presentano gli edifici che lo compongono (la conservazione).

Per poter arrivare a trattare di queste due fondamentali componenti della Tesi è stato necessario delineare un mirato quadro storico, finalizzato alla comprensione e allo studio della via per comprenderne le evoluzioni nei secoli; è stato inoltre realizzato un rilievo analitico volto alla mappatura degli edifici storici (degrado dei materiali e dissesti delle strutture murarie, con indicazioni delle possibili soluzioni); a ciò ha fatto seguito la redazione di tavole finalizzate alla completa conoscenza dello stato di fatto.

Solo successivamente sono state prodotte tavole di progetto atte a mostrare un possibile intervento di valorizzazione della via: gli studi svolti in precedenza sono stati infatti propedeutici all’intervento di messa in valore.

Per comprendere l’intervento di innovazione e valorizzazione è necessario fare una breve premessa. Dallo studio della storia di Pinerolo e dal confronto diretto di mappe storiche e di fotografie dell’epoca è emerso come fino agli anni Trenta la via Principi d’Acaja fosse parallela alla via Sant’Agostino, diversamente da oggi: era infatti presente una cortina di edifici che divideva l’attuale via Principi d’Acaja in due, dalla via Trento sino ad alcuni edifici addossati al prospetto sud del Palazzo del Senato. Secondo lo Studio di massima del Piano di Risanamento del Vecchio Quartiere della Città di Pinerolo (1939) queste abitazioni disponevano di "ambienti antigienici per la mancanza di luce, di aria e delle più modeste e necessarie comodità. Vi sono alcune famiglie di 7, 8 anche 9 persone che dispongono di un solo stanzone squallido per tutti gli usi". Per motivi di insalubrità degli edifici quindi venne decisa la demolizione degli stessi. Questa demolizione avvenne verso la fine degli anni Trenta e interessò gli edifici presenti sino alla chiesa di Sant’Agostino; gli edifici che componevano il secondo tratto (dalla chiesa di Sant’Agostino sino al Palazzo del Senato) furono demoliti, invece, sull’onda dell’intervento precedente ad inizio anni Sessanta.

Sulla base di questi e altri dati storici è improntato il progetto di valorizzazione della via: oltre che chiaramente porre in sicurezza gli edifici abbandonati presenti e agire prontamente laddove si rischiano potenziali crolli, si rende necessario intervenire al più presto con una serie di interventi di restauro mirati alla conservazione degli edifici che compongono la via Principi d’Acaja.

Inoltre, come già detto in precedenza, il progetto di innovazione è strettamente correlato: sul lato ovest della via, infatti, a seguito della demolizione degli edifici e sulle fondamenta degli stessi, è stato costruito un muro di terrapieno con del verde praticabile soprastante, all’epoca progettato come spazio da destinarsi a parco giochi. Con il passare degli anni, anche causa, forse, una progettazione errata, l’area è diventata poco praticabile, nonché degradata anche socialmente.

Ecco quindi che si rende necessario un intervento di progettazione.

L’approccio metodologico utilizzato è stato il più possibile rispettoso delle moderne indicazioni in materia di restauro e valorizzazione di un bene architettonico (in questo caso, l’intera via Principi d’Acaja).

Per quanto riguarda la mia personale ipotesi progettuale si è tenuto in considerazione la presenza consolidata nell’immaginario collettivo oramai da più di cinquant’anni del muro di terrapieno e del verde presente sul lato ovest della via, cercando di mantenerne il più possibile l’idea, la presenza e l’ingombro; allo stesso tempo si è cercato di innovare uno spazio quasi completamente inutilizzato (e inutilizzabile) nel rispetto delle normative vigenti.

Essendo l’area una zona senza possibilità di nuova costruzione né di aumento di cubatura si è cercato di ricavare degli spazi fruibili "bucando" il muro di terrapieno e ricavando dalla terra estrusa dei locali a destinazione da definirsi; gli stessi affacciano su corti che garantiscono luce e il ricambio di aria ed evocano la presenza degli antichi cortili (giochi di vuoti e pieni) una volta presenti tra le case demolite negli anni Sessanta. Anche i locali ricavati non sono casuali bensì richiamano gli edifici demoliti, essendo stati praticati in corrispondenza dell’intersezione tra muro e vecchie abitazioni. Inoltre il disegno in pianta degli edifici una volta presenti nella via è stata riproposta con una nuova pavimentazione sull’intera via, evocando la presenza delle case demolite ma senza per questo ricostruirle, evitando cioè di cadere nella riproposizione di un falso storico.

In questo modo si è cercato di evocare, di non creare falsi storici, di rendere l’idea della memoria storica senza eliminare gli interventi susseguitisi nel tempo (giusti o sbagliati che siano, infatti, essi sono sempre una "pagina della storia" vissuta dalla via); inoltre si è cercato di valorizzare la zona conducendo i fruitori ad un maggiore interesse della stessa, così come indicano le moderne teorie del restauro.

Non resta che auspicare un piano di interventi metodologicamente corretto da attuare sulla via Principi d’Acaja, che restituisca agli edifici storici e all’intero isolato un’immagine nuova, sia pur nel rispetto del valore storico del contesto urbano.     Video animazione del progetto: http://www.youtube.com/watch?v=K4hTapPMScc


Via Principi d'Acaja immaginata da A.Martellotto